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Il sindaco Lina Marchisella
in sciopero della fame per l’ospedale

Basilicata

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TRICARICO - Quando la politica chiude le porte al dialogo, prendendo tempo per non risolvere i problemi, non resta che passare alle maniere forti.
Lo avrà pensato il sindaco di Tricarico, Lina Marchisella, primo cittadino della Collina materana, iniziando ieri lo sciopero della fame e della sete in difesa dell’ospedale distrettuale della cittadina arabo-normanna, minacciato da un deciso tagli a funzioni e mission, con la solita scusa della Legge di stabilità.
Il gesto estremo di Marchisella, nasce dopo la recente costituzione di un Comitato intecomunale tra gli enti del territorio di riferimento, che a breve rischiano di perdere un Laboratorio analisi, quello nel presidio di Tricarico, in grado di erogare 177mila prelievi in un anno, ma la norma di riferimento prevede una soglia minima di 200mila.
Questione di freddi numeri, che rischia di privare un bacino d’utenza importante di un servizio essenziale, dal cui a cascata deriverebbero ulteriori tagli, tali da ridurre al lumicino l’ospedale.
Nei giorni scorsi, Lina Marchisella con il collega di Stigliano, Antonio Barisano, dove c’è un altro ospedale distrettuale a rischio, hanno incontrato l’assessore regionale alla Sanità, Flavia Franconi, con il dirigente del Dipartimento in via Anzio. Un incontro proficuo, ma sotto l’aspetto interlocutorio e conoscitivo, come ci spiega Marchisella raggiunta al telefono.
«Abbiamo spiegato le nostre ragioni -ci ha detto il sindaco di Tricarico- ragionando sul fatto che non si possono prendere provvedimenti del genere sulla scorta di un dato numerico, senza peraltro avvisare di questo cambio di strategia. Il punto oggi è che bisogna individuare, una volta per tutte, ruolo e funzioni degli ospedale distrettuali, senza trincerarsi dietro il Patto di stabilità; anche perchè, se il ragionamento deve basarsi sui numeri, allora Tricarico deve essere equiparata a tanti altri presìdi distrettuali anche nel Potentino. Abbiamo cercato di far capire agli esponenti della Regione, che occorre una decisione politica, in quanto questi tagli vanno ad incidere profondamente sul futuro delle nostre comunità, già piagate da uno spopolamento cronico, che rischierebbe di aggravarsi nel giro di qualche anno. In ballo, quindi, non c’è solo un servizio sanitario, ma la sopravvivenza dell’intero comprensorio». Anche perchè, come ci ha spiegato Marchisella, l’impressione è che la chiusura per atto conseguenziale dell’Asm, del Laboratorio analisi, preluda ad altri ulteriori tagli.
«Ci siamo alzati da quel tavolo con l’impegno della Regione a riflettere sul da farsi -conclude il sindaco di Tricarico- ma nel frattempo non è avvenuto nulla e tutto andrebbe nella direzione prefigurata, senza contare la perdita dei posti di lavoro. Ecco perchè ho deciso di protestare con forza, non vorremmo trovarci di fronte al fatto compiuto in una situazione non più gestibile. Oggi le nostre richieste sono quelle di sospendere ogni decisione, riaprendo il confronto complessivo sul futuro ruolo e le funzioni degli ospedali distrettuali; una decisione non più rinviabile». Ieri sera, i consiglieri di maggioranza componenti la Giunta comunale, hanno chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario e urgente in seduta permanente.

a.corrado@luedi.it

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