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Migranti, le decisioni di Bruxelles
Boschi polemica su sindacati e scuole

Basilicata

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L’incontro in Vaticano tra Raul Castro e Papa Bergoglio, il nodo pensioni coi rimborsi previsti a giugno dopo la bocciatura della riforma Fornero, gli strascichi – anche italiani – del dopo-voto in Gran Bretagna e il fermo del trentenne romano accusato di violenza sessuale dopo lo stupro alla periferia di Roma subito venerdì scorso da una tassista: alla vicenda il Messaggero, quotidiano capitolino, dà grande evidenza a centro pagina. Sono i titoli forti di quasi tutti i quotidiani nazionali del lunedì.
Interessante – in un giorno con poco calcio per il campionato che ha già emesso il suo verdetto mentre cresce l’attesa per il ritorno della semifinale di Champions con la Juve impegnata dopodomani a Madrid – un articolo di Massimo Gaggi sul Corriere della Sera: la password da inghiottire – scrive l’inviato negli States – è realtà. Presto porteremo nel nostro corpo il sistema di identificazione per tutti gli accessi informatici e i pagamenti digitali, le tecnologie e i microchip esistono già. Per il capo dello Sviluppo di PayPal, Jonathan Leblanc, la loro adozione non dipende da problemi tecnici ma dal superamento di resistenze culturali. La «pasticca» sarà anche in grado di tenere sotto contro il cuore e il livello di glucosio nel sangue.
Immigrazione, l’Unione europea prepara le quote: 40mila profughi ai Paesi, ma l’obbligo d’asilo – si legge nel taglio medio della prima pagina di Repubblica – è solo per i primi 20mila. Le forze militari in Libia saranno a guida italiana, l’annuncio è previsto per le prossime ore: le clausole penalizzano l’Italia, per dare il via libera alla distribuzione dei profughi in tutti gli Stati europei, l’Ue vuole inviare commissioni internazionali di controllo e richiede la creazione sul nostro territorio di centri di smistamento dove i migranti dovranno rimanere fino al completamento della procedura per l’accertamento dell’identità. Se ne discuterà mercoledì a Bruxelles.
Frasi che faranno discutere – anche queste riportate da tutti i giornali – quelle del ministro per le Riforme Maria Elena Boschi sull’istruzione: le scuole, dice, non vanno lasciate ai sindacati. Parole non proprio distensive dopo le aperture del premier Renzi nei giorni che hanno seguito la grande manifestazione del 5 contro il decreto “Buona Scuola”.

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