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Incarico ad interim al dirigente indagato
Schiassi: «Sono una persona perbene»

Basilicata

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POTENZA - Dieci mesi di mandato alla guida dell’Agenzia più delicata della Regione Basilicata, tantissime critiche piovute sulla sua gestione - da ultima quella relativa alla nomina a interim di un dirigente dell’ente di Matera indagato in un procedimento per smaltimento illecito di rifiuti - e una risposta che ora il direttore generale Arpab, Aldo Schiassi, dà a tutti coloro che in questi mesi lo hanno messo in discussione. «Appartengo, come tanti altri, alla categoria della persone perbene. Intendo dire, che nella funzione di tecnico che mi è stata affidata, ho sempre agito con grande senso dello Stato». Anzi, il direttore che arriva dalla Sanità campana, nominato a luglio scorso dal presidente Pittella, ribalta la domanda e a chi gli chiede come si spieghi allora le continue polemiche sul suo operato replica: «Forse sarebbe più giusto chiedersi perché tutti coloro che hanno svolto il ruolo di direttore all’interno di questa struttura si sono ritrovati sotto attacco da parte di alcuni pezzi di mondo di questa regione». E’ lunga la lista dei fatti che gli vengono contestati. Così come quella degli avversari che Schiassi si è ritrovato contro dal suo arrivo in Basilicata. Di questi, qualcuno ne ha chiesto anche la testa. Dal consigliere regionale di Fdi, Gianni Rosa, passando per il leader dei radicali lucani, Bolognetti. Ma a porre molti dubbi di legittimità della sua gestione, anche un sindacato importante come la Cgil. Da ultimo, poi, il pentastellato Perrino che con un’interrogazione ha messo il dito nell’ultima piaga: il conferimento dell’incarico a interime, all’Agenzia di Matera, all’ingegnere Gaetano Santarsia. Il dirigente dell’ufficio inquinamento elettromagnetico, con il nuovo incarica, sarà a capo anche dell’Ufficio suolo e rifiuti. Il qualità di commissario del Consorzio per lo sviluppo industriale della Provincia di Matera (incarico che ha ricoperto fino al 20), Santarsia risulta indagato dalla Direzione Antimafia di Potenza per traffico e smaltimento illecito di rifiuti. «Guardi - commenta Schiassi al Quotidiano - il conferimento dell’incarico nasce dall’esigenza organizzativa degli uffici, per far fronte a una sovrapposizione di funzioni. E Santarsia, in qualità di ingegnere minerario aveva il profilo professionale più adatto a quel tipo di incarico. Per farle capire: se non funziona quell’ufficio, non possiamo fare le analisi sulla spiaggia di Pisticci». Resta certo una questione di opportunità che però il dg non ritiene fondata: «Sinceramente non credo che ci fossero elementi ostativi a questa scelta. E comunque ne approfitto per ribadire che sono un tecnico, non ho interessi di questa o quell’altra parte da tutelare o camuffati sotto qualsiasi forma. Ci sono dei dirigenti che sono stati allontanati perché incompetenti e perché hanno contribuito a creare nocumento dell’agenzia che, bisogna di dirlo, ha tantissime lacune. Quella che è trovato è una struttura fragile. Il mio impegno, da quando sono arrivato, è andato nella direzione di trasformare questo sistema lacunoso in struttura in grado di fare il suo dovere. Abbiamo messo ordine, abbiamo assunto decisioni forti su Fenice, e fatto interventi importanti con Eni e Total. La nostra attività sta avendo dei riconoscimenti oggettivi. Non solo in Basilicata, ma anche su quei tavoli dove prima non eravamo considerati poco credibili. Degli errori in buona fede ci possono essere, ma ogni scelta fatta è stata nel tentativo di rimettere in moto questa macchina». Eppure, di ombre ce ne sono state. Dalla vicenda del bilancio preventivo non approvato, all’affidamento di un appalto ai fratelli condannati a Napoli per disastro ambientale aggravato. A loro il direttore Schiassi ha affidato la realizzazione della rete piezometrica del Sin Valbasento. Anche su questo il dg replica: «E’ un affidamento avvenuto a quindici giorni dal mio insediamento nell’Agenzia. Premettendo che non sono neanche chi siano le persone di cui stiamo parlando, la procedura risulta legittima e io avevo avuto garanzia dagli uffici. Bisognava affidare i lavori al più presto possibile, dati i noti ritardi che stanno accompagnando la bonifica dei due siti Sin lucani. Grazie a questo siamo riusciti a consegnare a i dati a Ispra, a novembre scorso».

m.labanca@luedi.it

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