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La relazione in chiaroscuro di Bankitalia
mentre esplode il caso "impresentabili"

Basilicata

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La Banca d'Italia che vede l'inizio della ripresa e la scure della legge Severino sugli incandidabili a 48 ore dalla tregua elettorale: le prime pagine dei quotidiani di oggi sono tutte bipartite tra queste due notizie che agitano lo scenario politico ed economico italiano.
Da un lato le frasi in chiaroscuro di Ignazio Visco: il governatore di Bankitalia nella sua relazione ha ribadito che il Jobs Act sta dando i primi frutti (con il graduale aumento dei contratti stabili) ma ha legato la ripresa a un'azione riformatrice che dev'essere più massiccia da parte del governo. «Sulle imprese – ha aggiunto – pesa un sovraccarico di burocrazia», mentre per quanto riguarda le famiglie «il bonus è stato consumato al 90%».
Dall'altro fanno notizia i 17 “impresentabili” di Puglia (4) e Campania (13) in corsa per le Regionali di domenica: è il verdetto della Commissione parlamentare Antimafia, dove si è però registrato uno scontro sulla pubblicazione dei nomi, attesa per ieri ma rinviata a venerdì. Renzi specifica che il Pd non ha impresentabili nelle proprie liste, mentre la Cassazione ha contestato il ruolo del Tar nell'applicazione della legge Severino (l'ultima parola spetta al giudice ordinario), il che apre nuovi scenari sul caso dei sindaci di Napoli e Salerno, de Magistris e De Luca, peraltro in corsa per la carica di governatore contro Caldoro. Il bubbone è esploso ieri proprio mentre il premier firmava la legge anti-corruzione. Non proprio una vigilia serena.
Su Repubblica segnaliamo una interessante intervista ad Angelo Bagnasco, presidente dei vescovi italiani, su diritti dei gay e unioni civili (gli fa eco il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin: «Le nozze gay sono una sconfitta per l'umanità»), mentre si torna a parlare di migranti: sono 24mila quelli arrivati in Italia (41.470 dal 1° gennaio 2015, in Basilicata attualmente ce ne sono 980) che potrebbero essere trasferiti negli altri Paesi Ue: si tratta soprattutto di eritrei e siriani. In 26 nazioni, oltre all'Italia, partecipano alla nuova versione del piano Triton rivolta ai profughi in difficoltà del Mediterraneo e per cui Bruxelles spenderà un totale di 45 milioni nel 2016 (già 26,25 quelli stanziati per rafforzare le operazioni Triton e Poseidon).
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