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Studenti tra i banchi del Senato
a discutere di civic crowdfunding

Basilicata

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POTENZA - Tra qualche giorno andranno a Palazzo Madama, e là discuteranno ancora una volta il progetto di legge che è valso loro la selezione tra decine di scuole italiane. I ragazzi della IV A del liceo scientifico Galileo Galilei di Potenza hanno convinto i tecnici e i funzionari del Senato - incaricati della selezione - con la proposta di legge che potrebbe davvero diventare la base di un’iniziativa normativa.
Il tema è interessante e attuale: il crowdfunding popolare per opere pubbliche ritenute strategiche dalla comunità territoriale.
Il progetto “Un giorno in Senato” è una delle iniziative sviluppate dal parlamento per far sperimentare percorsi di partecipazione e rappresentanza ai più giovani, un’esperienza per diffondere la consapevolezza delle istituzioni e degli istituti democratici a disposizione della comunità.
Da ogni parte d’Italia le scuole partecipanti hanno proposto iniziative legislative, spaziando nei campi dell’economia, dei servizi sociali, delle reti. Su una piattaforma dedicata i progetti sono stati valutati dai tecnici e discussi dagli studenti che hanno potuto confrontarsi, emendare i testi, votare le risoluzioni finali. Proprio come in una sessione legislativa in parlamento.
La IV A del Galilei, coordinata in questo progetto dalle docenti Antonella Santagata e Laura Onorato, ha superato ogni fase del percorso, fino a ricevere la convocazione: tra le cinque scuole che presenteranno il lavoro tra i banchi di Palazzo Madama.
Gli studenti potentini sono partiti da una constatazione: il finanziamento dal basso delle opere pubbliche è una via di sostegno al territorio già diffusa in molte zone d’Europa. In Italia non esiste (ancora) una cornice legislativa idonea. Eppure sono ormai diversi i segnali di interesse delle comunità locali, pronte a sostenere infrastrutture, restauri, riqualificazioni di spazi o opere che sentono identitarie o utili. Il civic crowdfunding ha già avuto prime applicazioni informali in grandi città come Bologna o Napoli. È importante incentivarne il ricorso.
«In un momento di profonda crisi economica che investe il nostro Paese, rallentandone lo sviluppo - spiegano i ragazzi nella relazione introduttiva - risulta necessario sostenere gli enti e le amministrazioni locali il cui intervento è limitato molto spesso dalla mancanza di fondi o dall’impossibilità di utilizzare gli stessi», tra patto di stabilità e vincoli di spesa. Gli studenti della IV A hanno anche proposto la creazione di un canale telematico che metta in comunicazione i cittadini, gli enti locali e il ministero di volta in volta competente.
In attesa che il progetto passi in mano ai parlamentari, qualche idea di applicazione locale c’è. Gli allievi del Galilei ne hanno già discusso con il sindaco De Luca a cui hanno presentato l’esperienza fatta. Il ponte Musmeci potrebbe essere l’opera giusta per testare il civic crowdfunding a Potenza, e finanziare così dal basso la sopravvivenza di un pezzo di cultura locale.

s.lorusso@luedi.it

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