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I Portatori del santo:
«E’ stato l’ultimo pranzo aperto alla città»

Basilicata

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POTENZA – «Quella di quest’anno resterà l’ultima edizione del Pranzo dei Portatori aperto alla città, che tornerà ad essere quello di una volta: un momento conviviale riservato soltanto ai Portatori del Santo nel segno della goliardia e della sana allegria aspettando la Storica Parata dei Turchi»: in un lungo (e amaro) comunicato stampa, l'associazione culturale I Portatori del Santo chiude così le polemiche seguite alla Sfilata del 29 maggio dopo gli episodi di vandalismo contro le auto di Montereale e la rissa in occasione del pranzo. Polemiche rinfocolate l'altro ieri nel corso di un convegno su alcool e giovani, con il sindaco De Luca che – secondo quanto riportato ieri dalla Nuova – avrebbe proposto di inibire la vendita di alcolici in concomitanza coi festeggiamenti in onore di San Gerardo. L'associazione rivendica «tutti gli accorgimenti intrapresi in questi anni al fine di migliorare l’evento (dalla limitazione nella distribuzione del vino, al servizio di controllo e sicurezza, dal divieto di accesso ai minori con controllo dei documenti all'ingresso, alla riduzione del numero dei partecipanti, fino alla delocalizzazione dell’evento per poter transennare e avere contezza precisa del numero di partecipanti rispettando le norme in materia di sicurezza)». I Portatori credono «in parte di esserci riusciti perché oggi come non mai al Pranzo partecipano famiglie, bimbi, adulti e persone con disabilità, segno che sta diventando un momento di convivialità per tutti» ma lamentano che «puntualmente il Pranzo dei Portatori diventa il capro espiatorio di tutti gli eventi negativi che si verificano nella città di Potenza (dalle autovetture danneggiate il giorno successivo, alla singola lite tra giovani)». Il riferimento è alla rissa nella quale è rimasto coinvolto un ragazzo la cui mamma, nei giorni scorsi, ha anche scritto una lettera aperta denunciando l'accaduto: «Fatti – si legge nella nota dell'associazione culturale potentina – che onestamente non conoscevamo se non dopo aver appreso le notizie e le iniziative intraprese da una mamma che ha visto suo figlio maggiorenne coinvolto in una lite avvenuta non si sa bene dove né quando. Corre l’obbligo ovviamente di condannare tale singolo e isolato episodio augurando al giovane maggiorenne una pronta guarigione. Non è nostra intenzione commentare ulteriormente perché non siamo a conoscenza del preciso svolgimento dei fatti, sperando però che la mamma in questione non sia la stessa che negli anni precedenti ha chiesto con insistenza di far partecipare lo stesso figlio, da minorenne, al Pranzo dei Portatori nonostante ciò fosse vietato. Speriamo vivamente di sbagliarci. Da questo singolo fatto sporadico si è poi però passati a mettere il Pranzo addirittura al centro di un dibattito pubblico sul tema “I giovani e l’alcool”, dove l’evento è stato considerato una concausa, se non la causa principale, del disagio giovanile e quindi di tutte le problematiche attinenti l’abuso dell’alcool tra i giovani».
I Portatori spiegano che avrebbero preferito «commentare i festeggiamenti in onore del Santo Patrono di quest’anno. Doveva essere la festa della condivisione e della partecipazione e così è stato a tutti i livelli - istituzionale (grazie al supporto di Regione e Comune), cittadino (con la raccolta fondi) e associativo (con una condivisa programmazione tra tutte le associazioni cittadine) - che hanno lavorato insieme. Avremmo voluto citare i numeri record degli afflussi dei turisti che hanno affollato il centro storico nei giorni precedenti alla Parata, dell'entusiasmo degli oltre mille bambini delle scuole che hanno partecipato al progetto Portatori a Scuola, della sempre più forte rete associativa che si sta costruendo, invece ci ritroviamo puntualmente catapultati a commentare fatti ed eventi che non riguardano il Pranzo dei Portatori. Un evento nato per caso tra amici che nel corso degli anni ha registrato come punta massima 1.500 partecipanti giunti da tutta Italia».
Infine i propositi per le prossime edizioni: «Continueremo a collaborare con tutte le associazioni che si occupano con professionalità e competenza delle problematiche connesse all’abuso di alcool tra i giovani, per rilanciare e promuovere un modello sano di divertimento e condivisione sociale. Da qui la nostra più totale disponibilità ad ogni tipo di collaborazione sebbene subentri lo scoramento nel vederci sempre attenzionati in situazioni e fatti per i quali veniamo caricati - direttamente o indirettamente – di responsabilità che oggettivamente non abbiamo. Ci sembra ingiusto e scorretto sia nei confronti di chi partecipa al pranzo con un atteggiamento positivo e sia nei confronti di chi, da volontario, dedica tempo, energia e professionalità per regalare qualche ora di divertimento alla città. Decidiamo di sottrarci a questo gioco scorretto e perverso fatto da chi - evidentemente incapace di affrontare un fenomeno vero e scottante come l’abuso di alcool nei giovani - in maniera semplicistica e pseudomoralista individua un evento come la radice del problema».
L'IRONIA DI GALELLA (FDI-AN) Intanto, sul suo profilo facebook il consigliere comunale di FdI-An Alessandro Galella (foto profilo con birra in mano, giusto per fare capire da che parte sta) si scatena con una serie di simpaticissimi – e apprezzatissimi – post sulla falsariga di questo: «Si lancia l'iniziativa “messa sicura”, mai più vino nel calice!». Pioggia di like e commenti divertiti.
LE PROPOSTE DI FURONE (CONFCOMMERCIO) Intervengono anche gli esercenti, parte in causa nel resto dell'anno. «Se il problema della diffusione dell’alcol tra i giovani della città fosse solo riconducibile al “pranzo dei portatori” sarebbe facile risolverlo. La questione è invece più complessa e richiede uno sforzo di tutti. Noi commercianti, specie del centro storico, siamo disponibili a fare la nostra parte. Ma tutti gli attori in campo devono fare la loro»: è il commento di Rocco Furone (Confcommercio Potenza) che propone la “notte bianca” a tema con punti-gazebo informativi, un ciclo di incontri alla riapertura delle scuole fino e la creazione di un punto fisso commercianti-volontari per informazione ed assistenza ai giovanissimi nel centro storico, dove il sabato si registra il fenomeno più allarmante.

e.furia@luedi.it

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