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MATERA – «Matera 2019 è sentita come questione in Parlamento, siamo fiduciosi e confidiamo nel fatto che la discussione in Commissione bilancio alla Camera possa apportare le modifiche e le integrazioni che stiamo promuovendo». Cosimo Latronico e Tito Di Maggio hanno presentato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa gli emendamenti, di cui già avevano dato notizia, alla legge di stabilità che deve riguardare l’obiettivo di Matera 2019.

Tre le questioni che vengono tenute in considerazione negli emendamenti, circa una decina, che sono stati presentati.
«Il Governo ci ha detto che il testo della legge di stabilità potrà subire alcuni interventi su materie come la Cultura o la Sicurezza e noi speriamo che anche Matera 2019 possa rientrare in questo tipo di modifiche» ha spiegato Latronico.

Gli emendamenti sono divisi in tre gruppi.

Il primo raccoglie quelli che si riferiscono a una deroga al patto di stabilità per le risorse europee, statali e regionali per programmi riferiti al 2019; il secondo gruppo prevede l’aumento del fondo per i beni culturali dai 29 milioni previsti dal Ministero ad oltre 60, in tre anni; il terzo gruppo di emendamenti chiede il rifinanziamento (30 milioni all’anno dal 2016 al 2018) della legge 771 del 1986 sul recupero dei rioni Sassi di Matera.

«Gli emendamenti – hanno detto Latronico e Di Maggio – sono stati firmati anche da parlamentari di altri gruppi. Tutti sono convinti che il Governo debba passare dalle parole ai fatti e considerare l’appuntamento del 2019 alla pari dell’Expò di Milano».

«Matera 2019 è una questione sentita all’interno del Parlamento, il problema purtroppo è che troppo spesso fino ad ora» ha spiegato Tito Di Maggio, «il Parlamento è stato esautorato dei suoi compiti e del suo ruolo di proposta e troppo presto con il ricorso alla fiducia si è messo il silenziatore alle nostre richieste. Siamo convinti che se sarà data la possibilità di votare questi emendamenti si riuscirà a portarli a termine. La volontà dei deputati e dei senatori e l’attenzione verso Matera 2019 non manca».

Nell’ambito delle tre linee di intervento che sono state definite è stato spiegato che: «le proposte avanzate hanno tutte quante una copertura economica, si chiede di aumentare il fondo destinato al Comune di Matera da 28 a 60 milioni di cui 25 disponibili nel 2016 coprendo questa spesa con il fondo di riserva e speciale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, oltre ad una serie di interventi che coprano le spese sostenute per Matera 2019 dal patto di stabilità e permettano in deroga alle assunzioni di personale di irrobustire la macchina amministrative per fronteggiare le necessità di Matera 2019».

Una serie di proposte che sono state presentate come emendamenti entro venerdì scorso (data di scadenza dei termini) alla Camera dei deputati e di cui oggi comincerà la discussione in commissione Bilancio alla cui presidenza siede Francesco Boccia: «le parole pronunciate proprio qui a Matera da Boccia che ha parlato di dover battere i pugni sul tavolo per Matera ci lasciano ben sperare sull’esito di questi emendamenti che noi sosteniamo» ha spiegato il sindaco Raffaello De Ruggieri.

«Siamo nel momento decisivo in cui si deve dimostrare davvero di poter passare dalle parole ai fatti.

L’altenativa che per il momento non prendiamo in considerazione perchè siamo fiduciosi nel risultato auspicato da questi emendamenti, è che si crei un ribollir di tini, una lobbies che sostenga l’importanza di Matera che vuol dire anche tenere al Sud e dare un futuro al Mezzogiorno. Anche per questo sto intessendo una serie di rapporti e di relazioni che mi portano a cercare quei progetti e quelle iniziative che possano ottenere un consenso più ampio oltre i nostri confini.

In questo senso questo movimento di opinione potrà essere molto importante perchè Matera oramai ha un’attenzione che va oltre l’immaginabile e di cui non è possibile non tener conto. Ma io sono convinto che ci sarà una continuità che porterà all’approvazione di questi emendamenti». Questa mattina alle 11,30 toccherà al Pd presentare i propri emendamenti.

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