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Inchiesta petrolio, lo sfogo di Cicala 
«Siamo vittime di un sistema»

Basilicata
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di ANGELA PEPE

VIGGIANO – «Ci sono situazioni serie da rivedere. Penso che l’occupazione e l’econimia subiranno dei contraccolpi». Così il sindaco di Viggiano, Amedeo Cicala, esordisce alla notizia che il Tribunale del riesame di Potenza ha confermato il sequestro di due vasche del Centro Oli Eni di Viggiano e del pozzo di reiniezione “Costa Molina 2” a Montemurro. Sul momento che sta vivendo non solo Viggiano, ma l’intera valle, gli abbiamo rivolto alcune domande.
Durante l’assemblea cittadina, avete più volte attaccato la politica regionale. Il suo bersaglio sembrava essere il governatore.
«Nessun riferimento ad alcuno, però c’è da dire che tutta la politica regionale, oltre ad essere distratta non ha capito e ben compreso della strategicità, dell’importanza, dei rischi che ci sono in questa Valle. Potenzialità e problematiche di cui si fa un gran parlare ma che poi non vengono focalizzate bene ai tavoli dei lavori. Si va sempre di fretta, dicendo che c’è una questione più importante da risolvere in un altro angolo della Basilicata. Invece ho scritto venti giorni fa, prima dell’inchiesta, che la Val d’Agri deve essere considerata priorità. Quindi i miei più che attacchi sono continue sollecitazioni affinchè il governo regionale , enti come l’Arpab, si diano da fare». 
Quindi nessun contrasto con Marcello Pittella
«No, il mio è solo un continuo attenzionare su alcuni temi importanti anche perché sulle continue richieste che abbiamo fatto al governo regionale non è che ci è stato detto di “No” ma “Si”. Quel “si” è da tramutare in atti concreti ed è qui che sono le mie sollecitazioni. Nessun contrasto secco con il presidente, anzi su molte situazioni che non riguardano il petrolio - vedi la clinica Pellettieri e altro - la Regione ha sempre risposto. Sul tema petrolio, io penso che il governo centrale, il governatore, il presidente del consiglio, ma anche i consiglieri regionali stessi, tutti parlano di petrolio, royalties, ma poi non viene nessuno a risolvere i problemi seri che abbiamo nella nostra Valle. 
Sindaco, il tribunale del riesame ha confermato il sequestro delle due vasche del Cova e del pozzo di reiniezione. C’è preoccupazione?
«La preoccupazione è tanta. Ciò significa che ci sono situazioni serie da vedere. Penso, che l’occupazione e l’economia locale subirà dei contraccolpi. Confermiamo la piena fiducia in quello che sta facendo la magistratura. Confidiamo, soprattutto, per il bene della Val d’Agri, che venga fatta piena luce su questa questione. Sappiano, comunque, che la Valle è fatta di interessi ed è la “vittima”, parte lesa in tutti i sensi. Il sistema economico che si è venuto a creare, oggi sembra scricchiolare e ricevere dei colpi forti. E’ un sistema che la Valle non ha voluto». 
Problematiche che si ripercuotono sul lavoro. Che futuro vede per la Valle?
«I giovani e meno giovani cercano occupazione che possa venire dall’indotto e da altri settori a esso collegati. Questo ci deve indurre a una riflessione più approfondita che non deve essere fatta solo a Viggiano, ma in tutta la zona. Bisogna parlare con i cittadini e dire quali sono le potenzialità e i problemi. Sono scelte importanti che non possono prendere solo gli amministratori. Ad oggi non decidiamo nulla perché tutto nelle mani della magistratura, però, da qui a breve quando la situazione tornerà in capo alla politica e ai rappresentanti istituzionali, dovremmo dire la nostra e capire il futuro che vogliamo». Tutto ciò conferma ancora una volta, quello che sto dicendo da più di qualche mese che la materia energetica deve essere decisa da chi abita il territorio e non da decisioni calate dall’alto. Quindi le cose devono rimanere così come sono state fino ad oggi, in materia di energia. Quindi anche il sindaco sia chiamato al tavolo per esprimere il parere di una comunità».
E se domani dovesse chiudere il Centro Olio Val d’Agri?
«Ci sarebbe una crisi fortissima e uno strappo economico. Di questo bisogna prenderne atto e siamo fortemente preoccupati. Da un lato dobbiamo tutelare interessi di ambiente, sicurezza e salute e dall’altro sviluppo e occupazione. Noi vorremmo che si realizzasse uno sviluppo che sia conforme alle norme, nel rispetto della salute umana e dell’ambiente ma nello stesso tempo possa portare uno sviluppo e occupazione sostenibile. Purtroppo, vista anche l’inchiesta di questi giorni, sembra che questo non stia accadendo».

 

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