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«Niente acqua calda e pochi educatori»
I Radicali nell'inferno del carcere potentino

Basilicata
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Un agente di polizia penitenziaria

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POTENZA – I problemi della giustizia civile e penale, la richiesta di una «Amnistia per la Repubblica» e la situazione negli istituti di pena sono al centro di un’iniziativa dei Radicali e di «Nessuno tocchi Caino» che, ieri a Potenza e oggi a Matera, ha riguardato anche gli istituti di pena della Basilicata.
Ieri nel carcere potentino - dove 200 detenuti sono controllati da 122 agenti effettivi (18 dei quali però sono "distaccati") - è entrata la presidente d’onore di Nessuno tocchi Caino, Rita Bernardini, che nel pomeriggio ha incontrato i giornalisti per sottolineare le condizioni di sofferenza e disagio che si vivono nell’istituto. Nelle celle non c'è acqua calda e in alcuni casi vi sono letti a castello, «gabinetto a vista» oppure bagni senza finestre né impianti di aerazione e molti muri sono «scrostati». Gli educatori - «molto importanti considerato il numero elevato di persone che scontano una pena definitiva», ha sottolineato Bernardini - sono solo tre sui sette previsti e «lo psichiatra della Asl fa quello che può in dieci ore di attività al mese, di fronte ad un numero consistente di detenuti con problemi di varia importanza».

Nel carcere di Potenza, infine, i detenuti rimangono nelle celle 18 ore al giorno, con quattro ore di «passeggio» e due di «socialità», perché non è in vigore la «sorveglianza dinamica».
Il segretario dei Radicali lucani, Maurizio Bolognetti (alla conferenza stampa ha partecipato anche il presidente della Provincia di Potenza, Nicola Valluzzi), citando dati resi noti nelle relazione di inaugurazione dell’anno giudiziario, ha evidenziato le condizioni della giustizia penale e civile nel distretto e ha definito l’amnistia «necessaria e indispensabile per uno Stato criminale».

UNA PROPOSTA DI LEGGE PER IL GARANTE DEI DETENUTI Il consigliere regionale della Basilicata Nicola Benedetto (Cd) presenterà una proposta di legge per l'istituzione del garante regionale del detenuto. Lo ha reso noto lo stesso consigliere, che è iscritto al Partito radicale, incontrando i giornalisti dopo la visita compiuta insieme dal segretario regionale dei Radicali, Bolognetti, e alla Bernardini nella casa circondariale di Matera. «Si tratta di un provvedimento importante - ha detto Benedetto - che segue a un'iniziativa rimasta inattuata e presentata dai Radicali sei anni anni fa». La delegazione radicale, che ha incontrato reclusi e agenti di polizia penitenziaria, ha detto di aver riscontrato alcune problematiche che confermano la situazione di sovraffollamento del carcere di Matera.
   

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