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Una carta che delimita gli antichi confini della «regio» Lucania

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Annunciata un’assemblea a Potenza per fine mese sul tema «Grande Lucania»

POTENZA – «Sarà un autunno di guerra civile», dice Gaetano Fierro, invitando a scrivere «proprio così», mentre torna dall’incontro tenutosi l’altro ieri a Taranto sulla proposta di farla diventare terza provincia della Basilicata. La «guerra» di cui parla non è alcunché di cruento, ma una strategia in cui di militare c’è solo il metodo: battere le zone interessate palmo a palmo per preparare il terreno e poi, al momento giusto, sferrare l’attacco. Fuor di metafora, parlare con più cittadini possibili per convincerli – il giorno in cui si tenessero i referendum ad hoc – a votare per il progetto Grande Lucania (UN MESE FA LA PROPOSTA-SHOCK DALLA CITTA’ DEI DUE MARI).

UNA CONTROMISURA ALLO SPOPOLAMENTO DELLA BASILICATA? 

Il nome non è nuovo, i nomi dietro al progetto non del tutto. Nuovo è l’entusiamo che pare fare da collante fra questi politici navigati, a volte esponenti della Prima Repubblica, che oggi fiutano nell’aria – evidentemente – delle possibilità di successo che fino a poco tempo fa sembravano oramai svanite. A Taranto giovedì mattina, nella chiesa del Sacro Cuore, all’incontro organizzato dall’avvocato Nicola Russo c’era una delegazione lucana. La descrive lo stesso Fierro, esponente oggi di Scelta civica dopo aver incarnato, fra le cariche istituzionali, soprattutto quella di sindaco di Potenza per tre mandati, due dei quali nel periodo del terremoto dell’80: «Oltre a me c’era l’onorevole Filippo Margiotta, poi il responsabile delle politiche per il Mezzogiorno di Scelta Civica per la Basilicata Rocco Lepore, Rocco Viggiano già sindaco Tolve, dal Metapontino Antonio Gagliardo e, sempre da Metaponto, Antonio Rubino. Per Matera c’era Pasquale Stella Brienza con altri amici, poi alcuni cittadini di Pisticci e un’ampia delegazione con Michele Santoro di Presenza Lucana a Taranto. Associazioni da Grottaglie, Massafra, Castellaneta e altri paesi. Ma c’era tanta gente, anche un rappresentante di Rocca Imperiale (il cui sindaco ha manifestato di recente l’idea di passare con la Basilicata, ndr) e il Movimento autonomista di Battipaglia».

ATTORRE: «BUONA IDEA SE PUO’ SERVIRE AI CITTADINI»

Il sentore che dietro ci sia un escamotage per fare della politica bella e buona c’è, ma Fierro assicura che non è così: «Questo è un movimento interregionale, civico, fuori dai partiti. A fine mese ci sarà una grande assemblea a Potenza in cui saranno presenti esponenti di basilicata, Puglia, Campania, Calabria. Sancirà la nascita del movimento. E’ un momento importante, perché è la prima volta che la Puglia aderisce a un progetto di allargamento della Basilicata. E’ anche una risposta al presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano». E la tentazione di usarlo a fini elettorali? «Assolutamente no», risponde Fierro.

Alla Grande Lucania, negli anni scorsi, una ventina di consigli comunali del Vallo di Diano – Cilento aveva espresso la volontà di passare con il territorio lucano (L’IDEA DI DE DOMINICIS, ASSESSORE MANCATO DELLA GIUNTA RAGGI). Non se n’e saputo più nulla. «Il fatto – commenta Fierro – è che i nuovi sindaci cancellano ciò che fanno i predecessori. D’altronde sono i partiti (soprattutto il Pd, ci tengo a sottolinearlo) a contrastare il progetto. Bisogna riprendere il discorso dalla base, girando in lungo e in largo. Andremo porta a porta per informare le persone, andremo nei tre parchi della Val d’Agri, del Pollino e del Cilento. Faremo assemblee con imprese e cittadini. Le forze politiche vengono dopo». «E’ un’iniziativa di una certa importanza, aperta a interessanti prospettive future», aggiunge Margiotta, responsabile locale dell’Associazione studi Mezzogiorno e futuro.

Non ci sono per ora adesioni clamorose: «Gli onorevoli si nascondono. Li invitiamo ufficialmente ma non si fanno sentire». Prima di interrompere la telefonata, Fierro fa in tempo a una notazione storico-geografica: «Stiamo passando adesso accanto alle Tavole palatine. Punto d’incontro fra Basilicata e Puglia». Capitate al momento giusto.

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