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Macchie nere nella diga del Pertusillo, per Eni e Regione nessun legame con il petrolio del Cova

Basilicata
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Nella foto: 
La diga del Pertusillo
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VIGGIANO (PZ) – In relazione alle preoccupazioni espresse dalla comunità locale in seguito a quanto riportato dai media circa l’eventuale legame tra la fuoriuscita di idrocarburi da un serbatoio del Centro Olio Val d’Agri (Cova) e la presenza nelle acque superficiali del lago Pertusillo di macchie dalla colorazione scura, Eni intende fornire alcuni importanti aggiornamenti. «Eni esclude che vi sia correlazione tra i due eventi, in quanto nelle acque del lago Pertusillo non è stata riscontrata traccia di idrocarburi provenienti dal Cova, come confermano anche le analisi effettuate da Arpab. Le verifiche poste in essere, infatti, hanno accertato che si tratta di fenomeni di produzione di alghe. Eni ribadisce che non è emersa alcuna evidenza della possibile presenza di idrocarburi a valle dei pozzetti interessati nella zona industriale di Viggiano». Eni inoltre «conferma che sono attualmente in corso gli interventi necessari alla messa in sicurezza delle aree coinvolte, anche solo marginalmente, dalla fuoriuscita di greggio e che tutte le operazioni sono svolte nella massima cooperazione con la Magistratura, le Autorità e gli Enti competenti. Eni, confidando nella correttezza del proprio operato, attende con assoluta serenità gli esiti delle analisi condotte dagli organi preposti alle attività di controllo».

Gli esami svolti fino a questo momento sulle acque della diga del Pertusillo - che da giorni presentano un colore scuro - «escludono la presenza di idrocarburi» anche in base a quanto detto dal presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella, al termine di una riunione con i rappresentanti dell’Arpab e dell’Ispra. Pittella ha prima di tutto evidenziato la necessità di «fare chiarezza sugli ultimi accadimenti, per evitare la diffusione del seme del dubbio nella percezione dei lucani": per questo motivo saranno svolti altri esami, oltre a quelli ancora in corso, per «analizzare la composizione delle acque in profondità». Non ci sono elementi, al momento, che permettono di stabilire se la variazione cromatica dell’acqua sia collegata alle alghe o ad altri fenomeni naturali, ma «vogliamo approfondire in maniera meticolosa la vicenda - ha aggiunto Pittella - e senza risparmio». In base ai rilievi fatti anche con Acquedotto lucano e con l'Acquedotto pugliese, inoltre, «è stata accertata la potabilità dell’acqua» ha evidenziato Pittella. Il governatore lucano ha poi annunciato l’intenzione di «procedere in autonomia ad analisi intorno al perimetro del Centro Oli di Viggiano (Potenza) e all’interno della struttura: ci rivolgeremo anche ai magistrati nel caso in cui non ci dovesse essere permesso l'accesso al Centro, vogliamo controlli severi e senza sconti per nessuno, e chiederemo anche all’Eni di procedere con estrema celerità alla realizzazione del doppio fondo delle tre cisterne all’interno del Centro, anche se la compagnia petrolifera ha tempo per farlo, in base alle norme, fino alla fine di questo anno». 

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