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LA TRAGEDIA DI CERSOSIMO | Angela Ferrara e quel libro che non potrà leggere

Basilicata
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Angela Ferrara (foto da facebook)
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POTENZA - «Si accendono i fuochi sull’Acropoli di Cersosimo!». Trasuda tutto l’amore possibile per la cultura e le tradizioni della sua terra uno degli ultimi post di Angela Ferrara sul suo profilo facebook. «I fuochi accesi, un tempo, indicavano quanta popolazione risiedeva in un luogo. Ieri sera le fiammelle accese erano quelle di chi si è messo a scavare, andando alla ricerca delle proprie origini. Anime vive, sostenute da quel fuoco interiore che riscalda e dà luce al nostro paese. (...) Una serata singolare, fatta di canti, danze, poesie e stelle.. dentro a quel fuoco lucano che i Greci guardavano con Meraviglia e da cui si tenevano alla larga. Quel fuoco era la nostra difesa! Difendiamo la nostra storia, ridando luce all’Acropoli, che da millenni aspetta il nostro ritorno… I fuochi sono stati accesi… ora sta a noi tutti il compito di mantenerli vivi!». Ora che quella fiamma si è spenta, sui social sono le lacrime a tenero vivo l’amore per questa 30enne amica di molti.

Aveva pronto un manoscritto da pubblicare. Sui social l’amore di chi l’ha conosciuta

Venerdì scorso la Ferrara veniva citata dopo la tappa del Bibliomotocarro del maestro La Cava a Cersosimo. L’amica Manuela Minelli, suo il ricordo più condiviso da ieri sul profilo della vittima, ricorda come «neanche due mesi fa vi salutavo ringraziandovi per la vostra meravigliosa e totale ospitalità. Una famiglia felice, anche se... un marito lavoratore e simpatico, anche se... i tuoi occhi verdissimi, anche se... velati da una certa malinconia». Minelli ricorda come la donna le aveva  scritto chiedendo aiuto «a trovare un lavoro a Roma al più presto. “Me ne devo andare da qui, le cose con Vincenzo non vanno più bene, l’ho lasciato. Ti mando per e mail il mio ultimo manoscritto, “Incidenti domestici per bambini”. Mi aiuti a trovare un editore? Ci vediamo quando torni”». Due desideri rimasti inespressi.
«Averla avuta accanto senza capire, confusi, abbagliati dai suoi occhi smeraldo. Chiedo perdono al Cielo di tanta cecità. Perdonami Angela», commenta Maria. Ed  Elisabetta aggiunge: «Sei e sarai sempre con tutte noi, il nostro angelo, la nostra Angela. Ti vogliamo ricordare così, meravigliosa e sorridente, una luce splendente che la furia omicida di chi pensava d'amarti, ma era solo odio il suo, ha spento su questa terra, lasciandoci impotenti e consolandoci solo nel ricordo di quella bellezza e magia che abbiamo vissuto appena due mesi fa, perché tu eri magia, tu eri infinita dolcezza... Angela, sei il nostro angelo e sarai con noi sempre».

Il suo ultimo grido d’aiuto raccolto da un’amica: «Me ne devo andare da qui, le cose con Vincenzo non vanno più bene»

Carolina ricorda «una scrittrice magnifica, di una dolcezza disarmante... ancora troppi uomini non sanno essere tali», mentre Eleonora piange «una persona meravigliosa, bella, di una dolcezza infinita, e talentuosa. Ma la cattiveria e l'invidia umana hanno voluto spezzare tutti i tuoi sogni e le tue ambizioni, quelli che mi raccontasti gioiosa in una recente telefonata. Ora sei un vero angelo, dall'alto proteggi e accompagna il tuo tanto adorato figlioletto in questo lungo e difficile percorso della sua vita».
«Avevi tanto da donare a tutti, compresi i bambini con le tue filastrocche, i tuoi racconti - ricorda Mary -. Mamma dolcissima, donna splendida, dall’animo nobile e generoso. Non doveva succedere, non dovrebbe accadere a nessuno. Per noi è una giornata triste, una sconfitta che ci scalfisce il cuore».

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