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Tra mezzi vetusti e stipendi non pagati il trasporto pubblico lucano sta per implodere

Basilicata
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Autobus Trotta a Potenza
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POTENZA – All’orizzonte del trasporto pubblico locale - all’indomani della discussa proroga concessa dalla Regione Basilicata al consorzio Cotrab - c’è il pericolo di un blocco generale a cominciare dal 2019: troppi mezzi vecchi che rischiano di dover essere tolti dalla strada.
Ieri mattina in Regione si è tenuto un incontro dei sindacati con l’assessore regionale alle Infrastrutture Carmine Miranda Castelgrande e gli uffici regionali di settore rappresentati da Donato Arcieri.
I commenti dei sindacati oscillano fra la preoccupazione e qualche timida speranza.
Dice il segretario Filt Cgil Basilicata Franco Tavella: «Il sistema del trasporto pubblico locale in Basilicata rischia di implodere. A testimonianza di ciò è l’affanno con il quale le aziende erogano gli stipendi ai lavoratori del settore, con ritardi inammissibili. Occorre riordinare e rendere più efficace ed efficiente l’intero comparto dei trasporti garantendo ai lavoratori il giusto salario previsto dal contratto e fornendo contestualmente ai cittadini lucani un trasporto pubblico moderno e corrispondente ai bisogni degli utenti».
«L’auspicio è che in Basilicata si superino le difficoltà riscontrate in questi mesi. Ai problemi emersi probabilmente nei prossimi mesi si aggiungeranno quelli relativi al rinnovo del parco macchine dovuto alle nuove normative che entreranno in vigore da gennaio», conclude Tavella.
Lievemente più positivo il commento proveniente dalla segreteria regionale della Fit-Cisl di Basilicata: emerge una «cauta soddisfazione» per l’incontro di ieri.
La Fit Cisl, insieme agli altri sindacati (come si legge in un comunicato), «ribadisce la necessità di ricercare soluzioni affinché i 1.300 autoferrotranvieri di Basilicata percepiscano il salario spettante con assoluta puntualità, considerato che le inadempienze della Regione e la mancata capacità economica di alcune aziende ad anticipare gli stipendi, non vengano a ricadere sui lavoratori. Un bacino unico e un’azienda unica per gestire il servizio di Tpl regionale, possa essere una valida alternativa all’attuale sistema che ha dimostrato di avere molte lacune».
Considerata «apprezzabile» l’indicazione dell’assessore di convocare un Osservatorio Regionale dei trasporti per analizzare più dettagliatamente tutte le lacune dell’attuale Piano regionale dei trasporti.
«Anche l’assessore Castelgrande - aggiungono dalla Cisl - ha concordato che il piano vada rivisto in virtù delle nuove norme che prevedono una più precisa individuazione sia dei bacini di traffico che dei servizi annessi, prima di procedere alla bandizione delle gare. Le difficoltà e la disorganizzazione aumenteranno man mano che qualcuno si prefigge di aumentare sia il numero di bacini che il numero delle gare».
I problemi temuti: mancato pagamento dei lavoratori, inosservanza del contratto, mancato rispetto delle clausole sociali.

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