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Petrolio, anche le mogli degli operai al presidio di Tempa Rossa

Basilicata
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Il presidio a Corleto Perticara
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CORLETO PERTICARA (PZ) – Anche questa mattina, per il terzo giorno consecutivo, continua il presidio dei lavoratori a rischio licenziamento di alcune aziende dell’’indotto petrolifero di Tempa Rossa.
All’ingresso del secondo impianto lucano di idrocarburi, giovani padri di famiglia insieme anche alle loro mogli, si alternano sotto un tendone di emergenza e bruciano legna in un bidone per riscaldarsi.
Una “lotta” che non si è fermata nemmeno nel giorno della festa di Ognissanti e continuerà ad oltranza, la cui “voce” è palese «non sono disposti ad arrendersi e lotteranno fino a quando non avranno quelle garanzie occupazionali urlate e chieste da tempo: il diritto al lavoro e a un reddito alle proprie famiglie per vivere dignitosamente».
A stringersi, per ora, attorno ai lavoratori familiari, rappresentanti del comitato “La Voce di Corleto”, i Sindacati ma nessuno amministratore locale.
«Alla Total chiediamo – ha riferito qualche giorno fa, il responsabile dell’Osservatorio Appalti e Industria della Cgil di Potenza nonché segretario Nidil, Emanuele De Nicola - di salvaguardare le maestranze locali nei cambi appalti e alla Regione Basilicata di riunire subito un tavolo tecnico, altrimenti lo sciopero continuerà ad oltranza fino a quando non si avranno certezze lavorative«.
Un messaggio chiaro, quello del “lavoro” nel rispetto delle “norme di sicurezza e della contrattazione nazionale” e con la certezza che i lavoratori non devono essere “ostaggio” di nessuno.
Un invito, quindi, alla Regione, alla multinazionale petrolifera francese e anche agli amministratori locali per l’avvio di un tavolo per una nuova fase di ricollocazione dei lavoratori, come è stato realizzato già con Eni nel protocollo di intesa, «guardando - ha aggiunto De Nicola – anche in futuro ad nuovi investimenti energetici alternativi».
Nel frattempo, l’assessore alle attività produttive, Roberto Cifarelli, ha convocato un incontro in dipartimento per lunedì 5 novembre alle 9.30.
I lavoratori sperano davvero che si possa trovare una soluzione.
Insomma, resta alta l’agitazione a Tempa Rossa e ad oggi non si conosce ancora la data di inizio della produzione, dopo lo stop imposto dalla Regione alle prove di estrazione e con la fine dei lavori del cantiere, si “alza la voce” sulla precarietà e incertezza del futuro occupazionale dei tanti lavoratori dell’indotto.

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