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Anziana uccisa, soffocata con una busta di plastica

L'arresto della badante e la ricostruzione del delitto

Basilicata
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Un'aula di tribunale
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E’ STATA arrestata ieri dai carabinieri di Monterotondo Dorota Barwinska, la badante 44enne accusata dell’omicidio della 88enne Angela Valicenti (LEGGI L'ARRESTO), morta in circostanze sospette a Cersosimo il 9 giugno del 2013. I militari della stazione laziale hanno dato seguito a un ordine di carcerazione emesso dall’Ufficio esecuzioni penali della Procura di Lagonegro nei confronti della donna, di origini polacche, domiciliata da tempo a Monterotondo.

La donna fu arrestata nel 2015 poiché ritenuta, in concorso con il connazionale Piotr Daniel Ireneusz (oggi 48enne, giudicato con il rito ordinario e assolto due anni fa per non aver commesso il fatto), responsabile dell’omicidio della pensionata parzialmente disabile per la quale per un periodo lavorò come badante. Dopo l’arresto e un periodo di tempo trascorso nel carcere di Rebibbia, Barwinska era stata sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari nella sua abitazione di Monterotondo.

A quanto accertato dagli inquirenti, la cittadina polacca, che all’epoca dei fatti avrebbe allacciato una relazione sentimentale con il figlio della pensionata conosciuto a Roma, avrebbe soffocato la vittima con la complicità (poi caduta in Aula) del connazionale, utilizzando una busta di plastica.

Alla base del gesto ci sarebbe stata la contrarietà dell’anziana alla relazione della donna con il figlio. La cittadina polacca, che deve scontare la pena di 13 anni, 7 mesi e 9 giorni di reclusione, è stata portata nel carcere di Rebibbia, dove rimane a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Poco più di un anno fa la Corte d’assise d’Appello di Potenza l’aveva condannata a 14 anni di reclusione, due in meno rispetto al primo grado in cui era stata giudicata con il rito abbreviato. In un primo momento era stata ipotizzata la morte naturale dell’anziana, peraltro dimessa da poco dall’ospedale in quanto malata terminale.

Poi il caso era stato riaperto dopo la “fuga” della Barwinska a Roma e le rivelazioni della sua nuova convivente ai carabinieri di Monterotondo. In seguito, convocato nella caserma di Senise, il figlio della Valicenti avrebbe avvalorato quei sospetti, raccontando che ad avvisarlo della morte della madre era stata proprio la Barwinska: lo avrebbe svegliato dal suo riposo pomeridiano – questo il racconto dell’uomo – e gli avrebbe detto che l’anziana madre era stata uccisa dal suo amico connazionale, che come lei lavorava a giornata per la donna. Un’affermazione a cui lui non aveva dato credito, perché la badante gli sembrava ubriaca. A quel punto la Procura di Lagonegro aveva disposto la riesumazione del cadavere, e dalla perizia autoptica erano emersi i segni di una possibile violenza.

La causa della morte era stata riconosciuta in un infarto, ma si era fatta strada l’idea che a provocarlo potesse essere stato il soffocamento dell’anziana: una busta di plastica infilatale sulla testa e stretta sul collo. Il tutto mentre lei era a letto, indifesa perché immobilizzata da un ictus. Di qui l’arresto, nel marzo del 2015, con l’accusa di omicidio volontario. Si trattò di una clamorosa svolta nelle indagini, arrivata a quasi due anni dal delitto: i carabinieri del nucleo operativo delle Compagnie di Lagonegro e Senise, rispettivamente comandate dai capitani Luigi Salvati Tanagro e Davide Palmigiani, portarono a termine a Monterotondo un’operazione congiunta di polizia giudiziaria – coordinata dal Comando provinciale di Potenza guidato dal colonnello Giuseppe Palma – arrestando i due polacchi, entrambi con precedenti penali.

Le indagini, coordinate dal procuratore della Repubblica di Lagonegro Vittorio Russo, avevano dimostrato che Ireneusz e Barwinska avevano improvvisamente tentato di lasciare Cersosimo e ritornare a Roma, salvo poi essere intercettati dai carabinieri per una rapina compiuta ai danni di una passeggera del bus sul quale viaggiavano: i due cittadini erano anche stati pedinati per qualche giorno, prima degli arresti. Da allora, la loro vicenda giudiziaria ha preso due strade diverse. L’arresto di ieri aggiorna quella di Dorota Barwinska.

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