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Policoro, imprenditori in assemblea e ladri in azione nella zona artigianale

Basilicata
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Una delle aziende svaligiate e distrutte dalla "banda della domenica" che agisce di notte da mesi
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POLICORO (MT) – La leggenda vuole che il ladro non torni mai sul luogo del delitto, o almeno non lo faccia nell’immediatezza del primo colpo. Una regola non scritta, che non vale per la banda, quasi certamente pugliese, che da mesi depreda le aziende nella zona artigianale a sud di Policoro.

Sì, perché dopo il colpo andato a segno domenica sera (LEGGI LA NOTIZIA E GUARDA LA FOTOGALLERY), due giorni dopo, proprio mentre gli imprenditori erano riuniti in un capannone per decidere il da farsi, la banda è tornata in azione, rubando il camion di un vivaio, a poche decine di metri dal luogo dell’assemblea.

Dunque, ormai è una sfida aperta tra i malviventi, agguerriti e ben organizzati, e le forze dell’ordine con le vittime delle razzie. Una guerra che sta creando molta esasperazione, e rischia di sfociare in reazioni incontrollate. Proprio quello che i 50 imprenditori della zona vorrebbero evitare, perché se qualcuno di loro ha già risposto installando telecamere perimetrali, che pare funzionino già da deterrente, altri potrebbero reagire molto peggio. Il timore, insomma, è che potrebbe scapparci anche il morto, da una parte o dall’altra.

Il giorno dopo l’ennesimo furto, il Quotidiano ha raccolto la testimonianza di Pino Santagata, titolare dell’omonima vetreria, che ha subìto danni per 100mila euro in tre diverse incursioni, da agosto a novembre. «Mi hanno rubato due camion -ci spiega- uno è stato trovato poco dopo fermo per un guasto; l’altro, quello rubato a fine agosto con una gru nuova da poco montata, è stato ritrovato il 14 settembre a Canosa (Bat), ma io ne ho avuto notizia solo ieri con una telefonata della polizia del posto. Ora il mezzo si trova in custodia dai carabinieri, che non mi hanno voluto dire se sia integro o già “tagliato” (fatto a pezzi per la vendita sul mercato nero ndr). Quindi, per me al danno si aggiunge la beffa, perché devo andare lì con un altro mezzo e non so come lo troverò». Inoltre, l’imprenditore deve pagare per il dissequestro del “suo” mezzo («per l’altro camion ho pagato 600 euro»), ed ha subìto le conseguenze di questo tardivo avviso, avendo saputo del ritrovamento due mesi dopo: «Appena in tempo – ci  ha raccontato – perché  stavo già per acquistarne un altro». I paradossi della legge italiana. I ladri sono esperti, probabilmente italiani, come confermano alcuni particolari del loro modus operandi: «A me - racconta Santagata – hanno strappato via tutte le telecamere e l’unità di registrazione; ma vi dirò di più: avevo una fotocamera che utilizzavo per documentare i vetri in arrivo, qualora fossero fallati; bene, abbiamo scoperto che si sono presi la briga di togliere la scheda di memoria, temendo probabilmente che io l’avessi lasciata in ufficio, per registrare i movimenti. Quindi sono fin troppo accorti».

Intanto, arrivano le prime risposte dalle istituzionali, perché il prefetto Bellomo ha convocato una delegazione di imprenditori per il prossimo 14 settembre, mentre il sindaco di Policoro, Mascia, si sta muovendo per aiutare gli imprenditori.

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