Salta al contenuto principale

Incidente sul lavoro nel Materano, muoiono due operai di Potenza

Basilicata
Chiudi
Apri
Nella foto: 
Leonardo Nolè e Donato Telesca, vittime dell'incidente sul lavoro ad Aliano
Tempo di lettura: 
4 minuti 23 secondi

ALIANO (Matera) - In fondo al pozzo, uno  vicino all’altro: compagni di lavoro, compagni nella morte. I  cadaveri di Donato Telesca e Leonardo Nolè, di 53 e 54 anni,  sono stati trovati dai Vigili del fuoco in fondo al pozzo di  servizio di una discarica di rifiuti, in contrada «Cugno di  mango», nelle campagne di Aliano.

 Ad ucciderli sono state le esalazioni di anidride carbonica  che si erano raccolte in fondo al pozzo, profondo tra 20 e 30  metri, che conduce ad una vasca: vi si raccoglie il «percolato»  che filtra dai rifiuti accumulati nella discarica. La pista  «anidride carbonica» è quella che è balzata subito agli occhi  esperti degli specialisti dei Vigili del fuoco i quali, giunti  sul posto, hanno dovuto adottare una serie di precauzioni prima  di calarsi nel condotto per recuperare i corpi dei due operai.

 Ma l’ipotesi, per quanto solida, dovrà essere sostenuta dagli  esami autoptici sui due cadaveri, che sono già stati disposti  dalla Procura della Repubblica di Matera. L’impianto, inoltre, è  stato sequestrato, perché gli accertamenti dovranno riguardare  tutta la struttura, comunque chiusa dal 2013.

 Nonostante che l’impianto fosse chiuso, però, periodicamente  vi si eseguivano lavori di controllo e manutenzione. In  particolare, oggetto degli interventi era proprio il pozzo: una  struttura di forma obliqua, alla quale si accede attraverso una  scala. E’ la stessa scala che ha imboccato il primo dei due  operai morti: erano giunti nella discarica di «Cugno di mango»  su un’autocisterna partita da Potenza, dove ha sede l’azienda  (Giuzio Ambiente Srl) che curava la manutenzione della discarica e dove anche loro  vivevano con le loro famiglie.

 Obiettivo dell’intervento: controllare l’impianto di raccolta  del percolato, prelevare quello raccolto nella vasca servita dal  condotto e trasportarlo in un impianto di smaltimento dei  rifiuti. Qualcosa però è andato storto: il primo operaio sceso  nel pozzo è rimasto in silenzio troppo a lungo, oppure non è  tornato in superficie nei tempi previsti. Il compagno di lavoro  deve aver capito che aveva bisogno di aiuto e si è calato a sua  volta nel condotto: entrambi sono morti.

 Alla fine, trascorso inevitabilmente altro tempo, l’autista  dell’autocisterna ha dato l’allarme. Ma quando i soccorritori  sono arrivati nella discarica per i due operai non c'era più  nulla da fare. Cordoglio alle loro famiglie è stato espresso dal governatore Vito Bardi e dall’assessore Francesco Cupparo («metteremo in campo tutte le politiche attive necessarie per prevenire ulteriori sciagure»).

Intanto è stato rinviato al  14 settembre l’appuntamento in  contrada San Luca Branca di Potenza (previsto per sabato 31 agosto) con il 31° Festival nazionale di arte pirotecnica “Fuochi Sul Basento”: Telesca viveva a San Luca Branca e insieme alla famiglia da anni partecipava attivamente all’organizzazione dell’evento. Gli organizzatori dell’iniziativa si uniscono al dolore della famiglia.

I PRECEDENTI
Neanche due mesi fa  (era il 6 luglio) un altro incidente mortale e sempre nelle campagne del Materano, rubricabile come morte “in itinere”: in contrada Sant’Angelo a Pomarico, in un’area vicina al comune di Bernalda, a rimanere ucciso, sbalzato fuori dal suo camion carico di grano, era stato un uomo di 64 anni di Bernalda, Bernardino Vena. Il 2 luglio ancora una tragedia nelle campagne del Materano: a Policoro un uomo di 57 anni, Giambattista Cuccarese, è morto in un incidente con il trattore che si è ribaltato  su una strada comunale,  in prossimità dei campi dove l’uomo si stava dirigendo. 

Cuccarese era la quarta vittima in circa dieci giorni in Basilicata, per incidenti in campagna: episodi la cui dinamica è praticamente la stessa: il 22 giugno a Miglionico, ancora nel Materano, hanno perso la vita i fratelli Francesco e Giovanni Ragone, di 55 e 58 anni, travolti dalla mietitrebbiatrice mentre effettuavano delle lavorazioni agrarie.

Una settimana dopo, sabato 29 giugno, è morto un medico in pensione di 66 anni di Altamura, Vito Antonio Casiello, rimasto schiacciato dalla ruota posteriore della mietitrebbiatrice nei terreni di famiglia a Genzano di Lucania, stavolta nel Potentino. 

Il 14 giugno ha invece perso la vita cadendo a terra e sbattendo la testa Antonio Grieco, 52enne dipendente dell’azienda Santagata di Balvano che si occupa di manutenzione allo stabilimento Ferrero di Balvano.

Il 30 aprile a essere scossa dalla tragedia  era stata invece la comunità di Tito: un anziano di 88 anni, Michele Gatta, è morto a seguito delle ferite riportate in un incidente avvenuto in un terreno agricolo mentre lavorava con una motozappa, a pochi metri dalla Strada Provinciale 95, che collega con il centro abitato di Tito. Il tutto a distanza di cinque giorni da un altro incidente, sempre a Tito: il 25 aprile, un uomo di 77 anni aveva perso la vita nella sua campagna, a seguito delle ferite riportate in un incendio.

Il 20 marzo un brutto incidente sul lavoro era costato la vita a Giovanni Stigliano, operaio 32enne di Nova Siri, travolto da un grosso eucalipto che stava abbattendo nell’area retrostante lo stabilimento “Orogel” di proprietà della cooperativa “Arpor”.

Secondo i dati nazionali dell'Osservatorio Sicurezza sul Lavoro, nel primo semestre 2019 le vittime sono state 482 (+3% rispetto allo stesso periodo del 2018): 338 le morti sul lavoro e 144 quelle in itinere, con una media mensile di 80 vittime al mese.

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?