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Un'aula vuota

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POTENZA – Nuovi contagi da covid 19 in calo del 7%, rispetto alla scorsa settimana. Anche se rispetto a mercoledì è tornato a salire il numero dei ricoveri in ospedale.
Sono questi i dati più indicativi della situazione epidemiologica in Basilicata alla vigilia della scadenza dell’ordinanza con cui il governatore Vito Bardi ha chiuso per 10 giorni le scuole di ogni ordine e grado sul territorio lucano. Con la sola eccezione degli asili nido.

Alla mezzanotte di oggi, infatti, le disposizioni emesse lo scorso 15 marzo perderanno efficacia. A meno di una proroga delle stesse, quindi, gli studenti lucani di materne, elementari e medie dovranno tornare in classe tutti. Mentre per quelli delle superiori resterà in vigore l’obbligo della didattica a distanza per il 50%. Dunque alterneranno lezioni in classe e da casa.

Dopo le parole del presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha parlato della riapertura delle scuole anche in zona rossa, dopo Pasqua, ieri a favore del ritorno in classe si sono schierati sia governatori di destra, come il leghista Luca Zaia, che di sinistra, come il laziale Luca Zingaretti.

Entrambi, infatti, hanno annunciato che nell’eventualità di un passaggio delle loro regioni dalle restrizioni della zona rossa a quelle più blande della zona arancione (in vigore in Basilicata del 16 marzo), da lunedì gli studenti torneranno in classe regolarmente. Nonostante le festività pasquali incombenti, che per le scuole lucane vanno dal 1 aprile al 6 aprile, compresi.

Difficile, quindi, indovinare l’orientamento che prevarrà tra Bardi e i suoi più stretti collaboratori. Già due settimane fa, d’altronde, pareva quasi certo il ritorno in classe salvo che nei comuni interessati dalle micro zone rosse regionali. Poi, nel giro di qualche ora, lo scenario è cambiato e alle micro zone rosse si è aggiunta un’ordinanza di chiusura delle classi valida per tutto il territorio regionale.

In giornata sono attesi anche gli ultimi dati del monitoraggio sull’andamento della pandemia da parte dell’Istituto superiore di sanità. Ieri si sono già diffuse delle anticipazioni che vedrebbero in calo l’indice di contagiosità (Rt), da cui dipende l’attribuzione delle regioni alle fasce di colori-rischio-restrizioni in vigore dalla scorso autunno. La riduzione dei nuovi casi, invece, è stata già certificata oggi dalla Fondazione Gimbe.

Intanto, il quotidiano aggiornamento diffuso dall’unità di crisi anti virus della Regione ha segnalato 1.169 tamponi molecolari analizzati di cui 110 sono risultati positivi al coronavirus. Di questi 105 appartengono a residenti in regione, mentre gli altri fanno riferimento a cittadini residenti altrove che si sono sottoposti al test in uno dei centri lucani accreditati. Nel bollettino non sono stati registrati ulteriori decessi, dopo il picco di 10 di mercoledì. Quindi il totale delle vittime lucane risulta fermo a 416.

Sale invece da 162 a 171 il numero delle persone ricoverate negli ospedali lucani, delle quali 15 (una in più di ieri) in terapia intensiva, sei al San Carlo di Potenza e nove al Madonna delle Grazie di Matera.

Con 50 guarigioni di giornata, quindi, il numero dei lucani attualmente positivi è di 4.334 (4.163 in isolamento domiciliare).
Procede, infine, la campagna vaccinale, che ieri ha raggiunto altri centri della provncia di Potenza e Matera ancora in attesa delle prime dosi per gli ultraottantenni.

I dati di riepilogo li ha forniti il governatore in persona parlando di 80mila somministrazioni già avvenute e del 54,9% di anziani che hanno ricevuto almeno la prima dose.

Bardi ha anche annunciato che tra lunedì 29 e mercoledì 31 marzo partiranno anche le somministrazioni ai cittadini con «fragilità», partendo dai diabetici che riceveranno le loro prime dosi nei centri emodialisi di riferimento.

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