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Tra cantieri e adeguamento alle nuove norme la riapertura delle attività commerciali a Matera

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MATERA – Meno del 20 per cento dei ristoranti aperti nei rioni Sassi a Matera, percentuali che crescono se estesi al resto della città. Meglio certamente l’apertura dei bar anche se non uniforme e condizionata anche da una serie di difficoltà per quanto riguarda i rioni Sassi. Numeri più importanti per tutto quanto il resto delle categorie che hanno ripreso nella stragrande maggioranza nella giornata di ieri.

E’ questo di fatto il dato che emerge dalla giornata di riaperture che ha riguardato la città di Matera e che non si allontana molto da quelle che erano le previsioni della vigilia. Gli aggiustamenti degli ultimi giorni che hanno certamente corretto in senso positivo le linee guida indicate dall’Inail e sono andate incontro ad una serie di esigenze indicate dagli operatori non è stata però sufficiente a favorire la riapertura. Servirà tempo, verifiche e conoscenza nel merito delle scelte da fare per capire anche quali sono le riduzioni sotto il profilo numerico a cui le nuove norme obbligano e che vogliono dire una parziale perdita di fatturato. C’è poi da valutare se queste riduzioni potranno essere parzialmente recuperate con gli spazi esterni che non sempe e non dappertutto sono disponibili in misura adeguata alle esigenze degli operatori. Una situazione complessa che ha suggerito pazienza e non ha prodotto accelerate da parte dei ristoratori. A contribuire a questa decisione altri due elementi da non sottovalutare. Il primo il gran numero di cantiere che interessano il centro della città e i Sassi e che di certo rendono ancor più complicata la ripartenza o il semplice raggiungimento di alcune realtà commerciali.

«Rappresentano – hanno spiegato – un ulteriore rallentamento per la riapertura». Secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale in un recente incontro con i commercianti, i cantieri potrebbero concludersi entro la metà di giugno e il 5 dello stesso mese ci sarà una riunione per fare il punto della situazione.

Il secondo elemento sono le tempistiche risicatissime che il Governo nazionale in primis e la Regione di conseguenza hanno seguito e che hanno portato a ricevere solo poco dopo la mezzanotte la nuova ordinanza regionale. Studiare le nuove norme, verificare la possibile operatività e intervenire di conseguenza sono state le scelte operate da molti che hanno per questo preferite rinviare l’apertura ai prossimi giorni.
E nella Città dei Sassi – che nel 2019 è stata Capitale europea della Cultura – l’attesa riguarda anche il ritorno dei flussi turistici, che dal 3 giugno potrebbero ricominciare con la riapertura anche delle regioni e dunque ad un traffico di prsone più numeroso.
Per adesso, i Sassi continuano a essere deserti e questo colpo d’occhio evidentemente non passa inosservato. Un’ottica diversa si vive invece in altre parti della città dove la ripartenza è parsa più omogenea e legata probabilmente anche ad una diversa realtà a cui ci si vuole rivolgere anche se i problemi per alcuni settori come ad esempio bar e ristoranti risultano inevitabilmente dei problemi comuni.

QUI POTENZA – Come avere ancora un piede nel lockdown: è questa la sensazione che si prova in Basilicata nelle prime ore della riapertura delle attività economiche prevista dalla fase 2 dell’emergenza coronavirus.

In particolare, nel centro storico di Potenza – considerato da sempre il «cuore» del capoluogo lucano – hanno riaperto diversi bar, ma non quello della piazza centrale della città. In ogni caso, i titolari dei bar aperti lamentano lo scarso numero di clienti, causato anche dallo smart working che stanno osservando i dipendenti di aziende, studi professionali e uffici pubblici della zona. Le diverse attività che hanno scelto di continuare a rimanere chiuse – per motivi esclusivamente economici, cioè perché non conviene riaprire con le norme in vigore – e la permanenza dell’obbligo di quarantena per chi arriva in regione: sono i due «poli» della riflessione sul primo giorno di riapertura totale in Basilicata, che parlano di un clima caratterizzato ancora da molta incertezza e molta prudenza.

«Per un monitoraggio più vicino alla realtà sugli esercizi commerciali che in Basilicata hanno riaperto bisogna aspettare il fine settimana» viene spiegato dalla Confcommercio lucana.

«In molti hanno preferito attendere l’ordinanza del Presidente Bardi che è arrivata solo intorno alla mezzanotte di domenica scorsa e probabilmente scioglieranno il nodo a partire dai prossimi giorni». Confcommercio Potenza ha fatto una prima stima: «tra il 55 e il 60% ha deciso di rialzare la saracinesca e di rifare la vetrina rispetto ad una stima nazionale che è superiore (70%).

Per gli esercizi – tra bar, ristoranti, negozi di abbigliamento – rimasti chiusi al momento, il gestore ritiene non ci siano le condizioni per continuare a lavorare o perché non si è ancora organizzato – spiega Luciano Sbraga del Centro studi Fipe Confcommercio – «vista la grande confusione nelle informazioni sulle nuove modalità».

La Fipe inoltre lancia un allarme occupazione: gli imprenditori stimano un crollo del 55% dei loro fatturati a fine anno e questo si tradurrà in un minor impiego di personale, già a partire da questi giorni. La vera incognita sarà l’ accesso dei clienti nelle attività riaperte. Secondo il presidente di Confcommercio Potenza Fausto Demare per le attività che riaprono le attese sono di raggiungere appena il 30% del fatturato rispetto allo stesso periodo dell’ anno scorso per arrivare poi a fine anno a circa il 50%».

A Potenza nel centro storico, alcuni bar – compreso quello più frequentato – sono rimasti chiusi. Scelta condivisa da altre attività: non si tratta di scelte definitive, ma i motivi sono sempre quelli. «Con le misure imposte da rispettare sarà impossibile ricevere i clienti di prima. E senza quei ‘volumì, tenere aperto è antieconomico».

Tra le attività molte hanno ricevuto il via libera (attività fisica all’aperto, pesca sportiva, caccia selettiva al cinghiale) ma con mascherine e distanza di sicurezza.

Altre riapriranno solo il 25 maggio, però, le spiagge, palestre e centri sportivi e benessere e gli alberghi. Disciplinato il trasporto delle persone, con i dati sui viaggiatori che entrano in Basilicata da inviare alla Regione.

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