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L'assessore regionale ai Trasporti, Donatella Merra (Lega)

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«CHI si trova a gestire il delicato mondo dei trasporti, nella sua più ampia e palese complessità, non può abbandonarsi ad una semplice “caccia alle streghe”».
Ha risposto così l’assessore regionale ai Trasporti, Donatella Merra (Lega), a chi le chiedeva un intervento sul caso di Giulio Ferrara, appena riconfermato alla guida del consorzio di imprese che gestiscono il trasporto pubblico locale (Cotrab) nonostante una condanna definitiva per abusi sessuali su una dipendente.

«L’assessore dunque, seppure donna, libera e consapevole è l’ultima a dover intervenire sulla questione Ferrara», ha spiegato Merra parlando di sé in terza persona. Perché «il rischio è quello di trasformare gli sforzi immani fatti per la comunità lucana in un attrito o in una disfida personale (…) Conservo per me un altro nodo, non meno insidioso da sciogliere: dare finalmente a questa regione un servizio di trasporto consono al territorio e a chi lo vive».

Ieri sul caso era tornata a intervenire la Consigliera di parità Ivana Pipponzi, confermando di aver inviato una diffida  a Cotrab e Sita Sud, per cui Ferrara lavora, chiedendo quali azioni siano state poste in essere a tutela della dipendente abusata.

Critica sulla rielezione di Ferrara anche la Commissione regionale Pari Opportunità, per cui resta «la questione irrisolta della inadeguatezza di chi è stato condannato per violenza sessuale nei confronti di una dipendente assegnata al suo ufficio». Di qui la richiesta dell’«immediata destituzione» e il richiamo a Sita perché «si attenga al codice etico».

Piena solidarietà alla vittima ieri è stata espressa anche dal Pd provinciale di Potenza, per cui la riconferma di Ferrara «non offende solo la lavoratrice, peraltro ancora oggi dipendente Cotrab, ma tutte noi democratiche e (…) vanifica, con un messaggio inopportuno e sbagliato, quanto sia invece utile denunciare per le donne le violenze subite in ambiente di lavoro».

«Come cittadine, prima ancora che consigliere comunali, non possiamo tacere sull’ingiustizia a cui viene condannata una donna che ha già dovuto subire violenza». Hanno aggiunto le consigliere comunali potentine di centrosinistra Angela Blasi e Angela Fuggetta.

Duri anche il Coordinamento donne di Cgil, Cisl e Uil Basilicata per cui «è quantomeno sconcertante apprendere che, nonostante la conferma della sentenza in Cassazione, che vede il Ferrara condannato a 2 anni e 6 mesi per violenza sessuale perpetrata nei confronti di una sua dipendente, lo stesso sia stato riconfermato nella sua carica».

«Ci chiediamo – ha aggiunto il coordinamento – cosa deve accadere affinché la dignità di una donna possa essere rispettata; cosa deve succedere per ritenere inopportuno il conferimento di un importante incarico ad un uomo resosi responsabile di un reato tanto grave nei confronti di una sua dipendente; quale valore viene dato in questa comunità regionale alla vita di una donna lavoratrice e con quale stato d’animo la stessa continuerà a vivere e lavorare».

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