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POTENZA – La Corte d’appello di Potenza ha confermato la condanna a 9 mesi di reclusione per falso al 69enne Francesco Paolo Tataranni, infermiere in pensione di Matera.

La vicenda risale a settembre del 2013 quando Tataranni andò da un notaio per far pubblicare il testamento di un uomo di Pomarico morto 3 mesi prima, Canio Pierro, che aveva assistito, come infermiere, durante l’ultima fase della sua esistenza. Testamento in cui Tataranni veniva identificato come erede universale di tutti i suoi beni.

A denunciarlo sono stati gli eredi di Pierro, assistiti dall’avvocato Cristiana Rosano, che hanno disposto una perizia calligrafica sul testamento. Di qui l’imputazione perché «in concorso con persona non identificata» avrebbe fatto firmare un foglio bianco a Pierro, per poi aggiungere in seguito le disposizioni patrimoniali a suo favore.

Tataranni è stato condannato anche al risarcimento dei danni e delle spese legali agli eredi Pierro.

«Dal verbale di pubblicazione del testamento olografo del 2 settembre 2013 – spiega l’avvocato Rosano – emerge che era stato proprio Tataranni a consegnare la scheda testamentaria al notaio ed a chiederne la pubblicazione. Quindi le macroscopiche anomalie sopra descritte, unitamente alla constatata incompatibilità tra il segno grafico del defunto Pierro e quello solo apparentemente a lui riconducibile nella disposizione testamentaria, ed all’interesse ascrivibile al solo Tataranni della pubblicazione del predetto testamento, hanno portato alla conferma della condanna»

Il 69enne, in primo grado, era stato assolto anche dall’accusa di esercizio arbitrario delle proprie ragioni, per essersi fatto «giustizia da sé con violenza sulle cose», poco prima la morte di Pierro, quando avrebbe rotto con un martello il lucchetto che chiudeva l’ingresso al laboratorio dell’uomo, in zona Paip di Pomarico, per recuperare due bombole di ossigeno. Sentenza che non è stata appellata dalla pubblica accusa.

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