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La zona letti nell’ex tabacchificio di Palazzo San Gervasio

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POTENZA – Rischio focolaio tra i migranti di Palazzo San Gervasio, dove, ancora in serata, si parlava anche di un positivo irreperibile dopo la fuga. E, ieri, picco di casi: 15, dopo i numeri già in lieve risalita registrati durante tutto il mese scorso. La task force regionale comunica che il 2 settembre sono stati processati 816 tamponi per la ricerca di contagio da Covid-19, le positività riguardano: un cittadino residente a Garaguso (operaio Fca tra i contatti del suo collega di Barile a sua volta entrato in contatto con il manutentore pugliese risultato positivo sabato scorso); 2 residenti a Matera, 2 residenti a Policoro e 10 persone di nazionalità estera in isolamento nella struttura di Palazzo San Gervasio, dove l’altro ieri erano stati fatti ben 130 tamponi ad altrettanti ospiti dell’ex tabacchificio (a Palazzo c’erano già 4 positivi). Ora, oltre ai 7 refertati la notte scorsa, uno dei 3 risultati positivi in mattinata non ha fatto più rientro mentre un secondo è stato individuato; il rischio è che molti altri che hanno fatto il tampone non rientrino per il timore di trascorrere tutto il periodo di una eventuale quarantena nell’arco di tempo che combacia con la raccolta nei campi nella quale sono impegnati. Per i positivi in isolamento si parla di un trasferimento fuori regione.

GLI ALTRI NUMERI – Attualmente sono 3 le persone ricoverate nelle strutture ospedaliere lucane: una nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale ‘San Carlo’ di Potenza, mentre al ‘Madonna delle Grazie’ un paziente si trova nel reparto di Malattie infettive e l’altro in quello di Terapia intensiva.
Dall’inizio dell’emergenza sanitaria sono stati analizzati 58.050 tamponi.

PEPE (LEGA) – «Il Governo Conte continua ad infettare la Basilicata». Così, in una nota, il senatore Pasquale Pepe (Lega). «Dopo i casi di Potenza, Irsina e Ferrandina, ecco Palazzo San Gervasio: tra i braccianti extracomunitari ospitati nel centro di accoglienza ci sarebbero diversi positivi al Covid. Ecco – ha aggiunto il parlamentare lucano – cosa succede quando un manipolo di irresponsabili adotta politiche immigratorie scellerate: il risultato è il Covid da importazione. Attendiamo ovviamente l’esito della riunione d’urgenza in Prefettura. Certo è che la Basilicata è stata la prima regione Covid-free, mentre ora – ha concluso Pepe – siamo ripiombati nell’incubo».

IL CASO FCA – Sul caso Fca, invece, Usb Basilicata ieri ha inviato una lettera di sollecito al direttore generale dell’Asl di Potenza, al prefetto di Potenza, all’assessore regionale alla Sanità lucano e ai governatori di Basilicata, Puglia e Campania denunciando «la preoccupante situazione venutasi a creare alla Fca di Melfi a seguito dei diversi casi di contagio da Covid-19 tra i lavoratori».

Questa è la seconda lettera che Usb invia agli enti preposti «ma ad oggi – si legge nel testo firmato con l’Usb di stabilimento – non si hanno notizie di interventi di controllo effettuati in stabilimento a tutela della salute dei tanti lavoratori. È stata chiesta un azione immediata e chiara anche alle istituzioni regionali, in primis all’assessore regionale alla sanità. Sono stati coinvolti i tre Presidenti delle Regioni interessate dal comprensorio industriale poiché la diffusione del virus coinvolge più territori e tutti devono sentirsi responsabili della salute dei cittadini e dei lavoratori che rappresentano. Le richieste del 25 agosto e quella di oggi devono determinare un’assunzione di responsabilità da parte di tutte le soggettività interessate».

Secondo la sigla sindacale «tutti devono fare il proprio lavoro, cosa che fino ad oggi non si è potuto riscontrare. Sottovalutare i casi di contagio dei lavoratori della Fca di Melfi non può essere tollerato né assecondato. Ancora oggi non risulta effettuata alcuna sanificazione dello stabilimento, si sa soltanto che a fronte di qualche decina di tamponi ci sono otto lavoratori contagiati, contando l’ennesimo caso accertato oggi. Si può ipotizzare che facendo il tampone a tutti, il numero dei contagiati asintomatici salirebbe notevolmente, quindi in questo momento ci sono molti lavoratori che non sanno di avere in coronavirus e si recano regolarmente a lavorare, con tutte le conseguenze immaginabili. Bisogna immediatamente intervenire – conclude l’Usb lucana –, sanificando i capannoni e facendo i tamponi a tutti i lavoratori».

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