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POTENZA – A Brienza si attende con apprensione l’esito dei 130 tamponi – trenta sarebbero negativi ma non si è ancora avuta l’ufficilità – cui sono state sottoposte altrettante persone. Tra i 130 tamponi quarantacinque sono quelli a cui sono stati sottoposti il sindaco Antonio Giancristiano, altri esponenti dell’amministrazione e il personale. Tutti sono in quarantena fiduciaria e la sede comunale è stata chiusa.

E questo dopo che un dipendente, come riportato ieri sul “Quotidiano del Sud” è risultato positivo al Covid-19. Il dipendente è il figlio di una dipendente, anche lei positiva da un paio di giorni, della casa di riposo “San Giuseppe” dove il tampone è stato eseguito su altre 60 persone come ha dichiarato proprio il primo cittadino di Brienza, contatto telefonicamente dal “Quotidiano del Sud”.

«Non voglio – ha dichiarato Giancristiano che al momento ha fatto sapere di stare tutto sommato bene se non fosse per la situazione che si è venuta a creare nel suo comune – che la mia comunità entri nel panico ma di certo visto che siamo 4.000 abitanti non posso negare che i casi di persone che hanno contratto il Covid-19 sia alto proprio in proporzione alla popolazione».

E se il Comune, al momento, non può essere considerato un focolaio, visto che si attende l’esito dei tamponi e anche quei trenta che sarebbero negativi non «si sa ancora – ha aggiunto il primo cittadino – a chi appartengano visto che i 130 sono stati smistati anche a Fogggia» di certo c’è che la situazione è ben diversa per quanto riguarda la casa di riposo dove già da alcuni giorni sono risultati positivi cinque ospiti e sei dipendenti tra cui, come detto la madre del dipendente comunale che è venuto in contatto con altri colleghi e con il sindaco.

Tra i 130 tamponi una sessantina quelli eseguiti sempre nella casa di riposo che dallo scorso 30 settembre «è stata chiusa» anche se, quando è scoppiato il caso della Rsa di Marsicovetere, è stata accolta un’anziana positiva al Covid. «Potrebbe essere lei – ha detto Giancristiano – il “paziente zero” ma questo lo potranno accertare solo le autorità sanitarie». E questo anche perché c’è quel tampone prima positivo e poi negativo a cui era stata sottoposta una suora del “San Giuseppe”. Poi c’è la questione relativa alla positività di ben quattro nuclei familiari – ha aggiunto il primo cittadino di Brienza – residenti in contrada Braine che hanno contratto il Covid dopo avere partecipato a un’adunanza dell’Esercito della Salvezza” che proprio nella contrada ha il suo luogo di culto.

I quattro nuclei familiari – tra cui un bambino di un anno e uno di otto – tutti imparentati tra loro «stanno comunque bene». Ma rimane l’incognita sul come e sul chi ha innescato la catena di contagi nel luogo di culto che si spera non si trasformi in un nuovo focolaio.

Altri venti tamponi sono stati eseguiti su una ventina tra personale alunni della scuola elementare frequentata proprio dalla bambina di otto anni. Da qui la decisione di chiudere «la scuola e di attivare la didattica distanza». Sospeso «anche il servizio di trasporto scolastico – ha aggiunto Giancristiano – visto che gli autisti potrebbero essere venuti in contatto con il dipendente comunale».

Dai Comuni arrivano altre segnalazioni. A Sant’Arcangelo, il sindaco Salvatore La Grotta ha comunicato «un altro caso di positività, al momento sono presenti nella nostra comunità un totale di 8 casi positivi. Preciso che l’attuale caso non appartiene alla sfera scolastica, ma a causa di contatti avuti con un caso positivo e dopo aver avvertito qualche sintomo, tipico del covid-19, si è sottoposto a tampone naso faringeo». Oggi è in calendario l’ultima giornata dello screening di massa che ha coinvolto l’intera popolazione studentesca delle scuole superiori.

«Esprimo la mia soddisfazione per le due giornate appena concluse in cui sono stati effettuati circa 450 tamponi in modalità drive – in, un’iniziativa straordinario per questo territorio. Ritengo che un sistema sanitario affidabile e integro è uno strumento di rassicurazione e di fiducia nelle istituzioni. Ringrazio l’umanità degli operatori delle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA) che con forte spirito di sacrificio stanno eseguendo i tamponi, oltre a quel capitale umano e sociale costituito dai volontari della protezione civile di Sant’Arcangelo che grazie al loro supporto garantiscono la fluidità delle operazioni. In attesa di conoscere l’esito dello screening e sempre a scopo precauzionale, ho ritenuto opportuno continuare la chiusura selle scuole di ogni ordine e grado fino a mercoledì 14 ottobre. Concludo nel rinnovare l’appello all’intera comunità a rispettare le attuali norme in materiale di prevenzione: distanziamento sociale e uso delle mascherine anche all’aperto, queste misure rappresentano al momento l’arma migliore per evitare il contagio, cerchiamo di rispettarle» ha detto La Grotta.

A Venosa le scuole riapriranno il 12: lo comunica l’amministrazione dopo aver «accertato che le 40 persone risultate positive al tampone, dal 10 settembre ad oggi, presentano sintomi lievi o sono del tutto asintomatiche, fatta eccezione per 2 soli casi per i quali, purtroppo, si è reso necessario il ricovero presso l’ospedale San Carlo di Potenza».

Francesco Mancini, sindaco di Pomarico, sui social invece scrive: «Avrei voluto solo darvi la bella notizia che oggi, dopo 20 giorni di ricovero in ospedale, sono stato finalmente dimesso, ma purtroppo devo comunicarvi un caso di positività al Covid-19 anche a Pomarico. Sono stati attivati tutti i protocolli del caso da parte delle Asm con tutti le procedure annesse. Vi chiedo un atto di forte responsabilità e maturità da parte di tutti. Distanziamento sociale, mascherine e divieto di assembramenti, queste sono le uniche “armi” a nostra disposizione. La famiglia avrà tutta la nostra “assistenza” come da prassi. Forza Pomarico.».

Infine il Grumentum Val d’Agri rende noto che nella serata di giovedì 8 ottobre è giunta notizia di un tesserato positivo asintomatico al Covid-19: la positività è stata poi ufficialmente validata nella giornata successiva. Il tesserato in questione, ritirato in immediato isolamento domiciliare, e la società hanno comunque provveduto tempestivamente ad attivare, senza indugio, tutte le successive procedure previste dal protocollo in vigore, sottoponendo al tampone già nella mattinata del 9 ottobre tutti i calciatori, i tecnici, i magazzinieri, i custodi dell’impianto sportivo e i dirigenti che sono a contatto con la squadra: tutti i 37 tamponi effettuati sono risultati negativi.

Gli ambienti dello stadio “XXI Settembre – Franco Salerno”, che ospita la squadra, sono stati prontamente sanificati già il 9 ottobre. Il Club «resta in attesa delle indicazioni dell’Asm sulla ripresa delle attività sportive collettive, e sospende gli allenamenti fino alla prossima settimana». Il presidente Petraglia commenta che la squadra «ha fronteggiato l’emergenza con efficacia applicando i protocolli. La struttura dirigenziale ha dato prova di grande affidabilità. Non bisogna abbassare la guardia. Formuliamo affettuosi auguri di pronta guarigione al nostro tesserato che, comunque, sta bene».

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