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POTENZA – «Non risulta una estrema gravità ed urgenza tale determinare l’esigenza di ulteriori misure monocratiche».
E’ questo il verdetto emesso ieri mattina dal presidente del Tar Basilicata, Fabio Donadono, sulla richiesta avanzata da un gruppo di avvocati di diversi piccoli centri lucani. Per la sospensiva del decreto del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha imposto le restrizioni anti covid 19 della zona rossa sull’intero territorio regionale. Oltre che dell’ordinanza del governatore Vito Bardi che ha esteso la chiusura delle scuole anche a prime medie ed elementari.

La pronuncia è arrivata poche ore prima della firma del nuovo decreto del presidente del Consiglio dei ministri, il primo dell’era Draghi, per fissare le regole anti covid da rispettare fino a Pasqua.

Chi si aspettava un allentamento delle restrizioni, quindi, è rimasto doppiamente deluso, data la novità per le zone rosse, quindi anche la Basilicata, della chiusura obbligatoria delle scuole dell’infanzia assieme alle classi superiori. Un’ulteriore limitazione che dovrebbe entrare in vigore già questo sabato, 6 marzo, e protrarsi fintanto che perdurerà la zona rossa lucana. Mentre Cisl e Cisl scuola Basilicata si spingono ulteriormente avanti evidenziando che «senza il rigoroso rispetto del protocollo nazionale dello scorso agosto», non ci sono le condizioni per tenere aperti neanche gli asili nido.

Il presidente del Tar ha comunque disposto un approfondimento delle esigenze cautelari all’udienza collegiale prevista, con il contraddittorio delle parti, per il 10 marzo.

In quella sede verranno affrontati i dubbi, emersi fin dal primo momento, sulla proporzionalità del provvedimento adottato con la reale situazione epidemiologica sul territorio. Aldilà di un effettivo incremento degli indici di contagiosità che in una regione piccola come la Basilicata può essere condizionato anche da un paio di focolai di contagio di medie dimensioni. Poiché però, di solito, non passa meno di un giorno per il deposito delle decisioni su udienze di questo tipo, anche in caso di accoglimento dell’istanza ai lucani verrebbe risparmiato giusto il secondo fine settimana di “zona rossa”. Nulla più.

A meno di un’improbabile proroga delle restrizioni, infatti, per lunedì 15 la Basilicata dovrebbe comunque rientrare in zona arancione, se non proprio in zona gialla.

Intanto sul fronte epidemiologico ieri l’unità di crisi anti virus di via Verrastro ha segnalato altri 146 contagi tra i residenti su 1.776 tamponi processati. Con un dato particolarmente allarmante riferito alla popolazione scolastica, che attualmente rappresenterebbe oltre un terzo dei contagi in Regione.
Dei 43 nuovi casi segnalati a Potenza, infatti, più della metà sarebbero riferibili a persone con meno di 20 anni. Inoltre di questi almeno 11, più quello di un’insegnante, andrebbero ricondotti a una singola classe della scuola media Busciolano, che era finita in quarantena la scorsa settimana dopo la segnalazione di una prima positività.

Nei prossimi giorni, quindi, l’intenzione dell’Asp è di proseguire il tracciamento dei contatti dei positivi già identificati per provare a contenere il focolaio.
Nell’ultimo bollettino diramato dalla Regione sono stati segnalati anche il decesso di una donna di Sant’Arcangelo, che ha portato il numero delle vittime lucane del covid 19 a 363, e 54 guariti.

La cifra dei lucani attualmente positivi, pertanto, è salita ancora 3.968, come pure quella dei ricoverati, tornata sopra quota 100.
A ieri sera, infatti, erano 101, con nove persone in terapia intensiva (quattro a Potenza e cinque a Matera).

Sul fronte vaccini, infine, da segnalare c’è l’arrivo in regione di altre 2.500 dosi del preparato dell’americana Moderna. Dosi che parrebbero destinate all’Asm, per rilanciare la campagna dedicata agli anziani con più di 80 anni, dopo i ritardi segnalati in diversi centri, inclusa la città dei Sassi, che oggi saranno discussi anche in una riunione convocata dal prefetto di Matera, Rinaldo Argentieri.

A Potenza, invece, ieri è iniziata la vaccinazione di forze dell’ordine e insegnanti, con circa 300 persone che hanno ricevuto la dose di antidoto.
Sull’estensione della campagna di immunizzazione ieri sono intervenuti anche Filt Cgil e Ugl sicurezza civile avanzando la richiesta di una corsia preferenziale per i lavoratori del trasporto pubblico locale e le guardie giurate.

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