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POTENZA – Dopo le limitazioni generalizzate per le festività pasquali, in vigore dalla notte appena trascorsa fino a martedì, la Basilicata tornerà alle restrizioni anti contagio di livello medio delle regioni nella fascia di rischio arancione.
E’ questo il prodotto dell’ultimo rapporto dell’Istituto superiore di sanità sull’andamento della pandemia in Italia.

L’annuncio dello scampato pericolo è arrivato ieri mattina nonostante la rilevazione di un indice di contagiosità (Rt) in crescita rispetto alla scorsa settimana, da 0,95 a 1,15, inferiore soltanto a tre regioni in zona rossa come Calabria, Campania e Valle d’Aosta, e in controtendenza rispetto al dato nazionale, che è segnalato in discesa da 1,08 a 0,98.

Trattandosi di dati riferiti al periodo tra il 22 e il 28 marzo, tuttavia, il rapporto appena presentato non tiene conto di quanto accaduto negli ultimissimi giorni. In particolare del superamento della soglia dell’allerta per l’occupazione dei posti letto nei reparti ospedalieri attrezzati per i pazienti covid considerati «non critici». All’appuntamento della prossima settimana con l’aggiornamento del monitoraggio, quindi, non è escluso che venga rivisto il livello complessivo di rischio «basso» attribuito alla Basilicata, assieme alla sola provincia di Bolzano. Mentre il resto d’Italia si divide tra rischio moderato e alto. Come non è escluso un ritorno alle restrizioni più severe della zona rossa già sperimentate dal 1 al 15 marzo.

Anche ieri, infatti, sono stati 165 i nuovi casi segnalati tra i residenti, su 1.614 tamponi molecolari. Un numero tutt’altro che rassicurante assieme alla contenuta diminuzione del numero dei ricoverati, da 193 a 190, dei quali solo 12 (uno in meno di ieri) in terapia intensiva, diviti tra il San Carlo di Potenza /4) e il Madonna delle Grazie di Matera (8).

Tra i focolai che destano maggiore preoccupazione, d’altronde, c’è proprio quello scoperto all’interno del reparto di Chirurgia dell’ospedale della città dei Sassi, dove ormai l’intero terzo piano sarebbe occupato da 33 pazienti covid 19, tra cui 8 infemieri, un medico, un operatore socio sanitario, e 19 pazienti provenienti dal primo piano.

Sempre ieri dall’unità di crisi anti virus di via Verrastro è stato segnalato anche il decesso di altri 3 pazienti (1 di Bernalda, 1 di Pomarico e 1 Venosa), che ha portato il totale delle vittime lucane della pandemia a 434.
Con le 67 guarigioni di giornata, quindi, il numero dei lucani attualmente positivi è salito ulteriormente fino a 4.704.

Intanto, sul fronte vaccinale, è partita anche a Potenza e Matera la campagna di immunizzazione dei residenti affetti da sindrome di Dawn e delle loro famiglie.
Ieri, nel capoluogo, anche il governatore Vito Bardi i ha voluto rendersi conto di persona dell’andamento delle somministrazioni nella tensostruttura allestita affianco al San Carlo.

Quindi si è fermato a parlare con i giornalisti, in particolare della Tgr, spiegando, tra l’altro, che slitterà di qualche giorno l’ultimazione, prevista per oggi, delle prime dosi della campagna vaccinale riservata alla popolazione con più di 80 anni. A causa delle difficoltà nel raggiungere i centri più piccoli e isolati.
Sempre sulla campagna vaccinale ieri è intervenuto anche l’assessore alla Salute, Rocco Leone, dopo l’allarme lanciato da diverse regioni italiane per la mancanza di dosi sufficienti a proseguire le somministrazioni a ritmo sostenuto.

«Non abbiamo grandi scorte di vaccini. Abbiamo le quantità necessarie a garantire un buon margine di tranquillità. Proprio questa è la caratteristica della campagna vaccinale, siamo costretti a continui cambi di programma nella speranza che le forniture ci siano sempre».

Queste le parole all’Adnkronos di Leone, che ha portato ad esempio lo «slittamento di quattro giorni» che si è registrato la scorsa settimana su una fornitura.
«Finché c’è qualche ritardo, pazienza, l’importante è che non vengano meno». Ha proseguito l’assessore. «Per questo la campagna vaccinale deve essere plastica, si deve modellare in base a quello che arriva. Già tre volte abbiamo cambiato il programma per i comuni, i sindaci giustamente si sono lamentati ma non è colpa nostra se i vaccini volta per volta non sono arrivati nei tempi previsti». «Noi andiamo avanti, come ho sempre ribadito – aggiunge l’assessore Leone all’Adnkronos – il problema è nell’approvvigionamento, non nell’organizzazione».

Leone, infine, ha voluto testimoniare quanto osservato con i suoi stessi occhi ieri a Matera.
«Mi è dispiaciuto assistere ai ritardi, molte persone hanno avuto lunghe attese». Ha riferito l’assessore. «C’è stato un problema con la piattaforma informatica per l’inserimento dei dati delle persone. Ho chiesto scusa io per quanto accaduto, mettendo la faccia, anche se non era prevedibile che la piattaforma facesse le bizze. Anche in questo caso, l’organizzazione era pronta ma c’è stato questo disguido. Purtroppo si va avanti in questo modo, nonostante tutti gli sforzi».

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