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Personale sanitario al lavoro

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POTENZA – Solo 50 nuovi positivi al covid 19 sui 1.229 tamponi processati nelle 24 ore precedenti. Ma anche altri 5 decessi tra residenti (1 ad Atella, 1 a Genzano di Lucania, 1 a Irsina, 1 a Rionero e 1 a San Fele), che fanno salire a 499 la conta delle vittime lucane della pandemia. Conta che sale a 518 se si considerano anche i non residenti.

Sono questi i dati più importanti del bollettino epidemiologico diffuso, ieri, dall’unità di crisi anti virus della Regione, assieme a 101 guarigioni di giornata che fanno scendere il numero dei lucani tuttora positivi al coronavirus a 5.829.

Da via Verrastro hanno confermato anche i numero dei ricoverati nei due ospedali covid 19 lucani, il San Carlo di Potenze il Madonna delle Grazie di Matera, dove sono ospitati in 176. Scendono da 13 a 10, invece, quelli per cui si è reso necessario il ricorso alle cure più invasive della terapia intensiva.

La giornata di ieri è stata segnata, nelle scuole lucane, anche dall’incremento della didattica in presenza obbligatoria dal 50% al 75%. Mentre monta la protesta dei 1.500 addetti che non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose di vaccino, a causa dello stop alla campagna di immunizzazione a loro dedicata. Uno stop imposto dal commissario straordinario del governo per l’emergenza sanitaria, il generale potentino Francesco Figliuolo, a favore del prosieguo delle somministrazioni a più anziani e fragili.

Proprio dal fronte delle vaccinazioni a chi è considerato più a rischio in caso di contagio, tuttavia, continuano ad arrivare segnalazioni di disservizi.
E’ il caso di una giovane madre potentina, malata oncologica, che si è rivolta al Quotidiano del Sud per raccontare la sua vicenda, legata alla farraginosità dei meccanismi di composizione degli elenchi degli aventi diritto al vaccino.

«Quando ho sentito che c’era la possibilità di vaccinarsi come fragile ho chiesto l’associazione del mio codice 48, quello dell’esenzione tumorale, alla tessera sanitaria, per poter essere effettivamente inserita negli elenchi dei fragili». Questa la storia della donna, di cui non viene reso noto il nominativo per ragioni di riservatezza. «Ma recatami all’Asp mi hanno detto che non dipendeva da loro ma dalla Regione Basilicata che non aggiornava gli elenchi dei fragili».

«Ho chiamato il numero verde segnalando la problematica – prosegue la giovane madre potentina – e mi ha detto che provvedevano a segnalare la questione alla Regione ma non ero l’unico caso. Moltissimi come me sono in questa situazione. E mi hanno detto che sarà necessario aspettare una settimana o due per avere la possibilità di accedere alla piattaforma per la prenotazione, sempre che alla regione Basilicata qualcuno lavori effettivamente la mia pratica». Di qui l’amara conclusione della donna.

«E’ assurdo che si parli di vaccinare i familiari conviventi ed i “caregiver” (accompagnatori, ndr) degli anziani mentre noi che abbiamo seri problemi di sopravvivenza veniamo dopo». Tuona la giovane madre malata. «Quantomeno in Regione qualcuno si attivi per permettere l’individuazione delle tessere sanitarie dei fragili e di tutti quelli che come me hanno bisogno del vaccino. E’ una questione etica etica e morale prima di tutto».

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