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L'esecuzione di un tampone

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MATERA – Dopo le visite garantite solo in intramoenia a chi aveva il portafogli pieno, con gli ambulatori pubblici chiusi per focolaio Covid all’ospedale “Madonna delle Grazie” di Matera, il famigerato “modello Basilicata” del presidente Bardi ha partorito un’altra colossale ingiustizia: tamponi molecolari gratuiti a chiunque li prenoti, quindi anche senza fondato motivo ed autorizzazione sanitaria, ma solo nelle strutture ospedaliere del Potentino.

In verità si tratta di un servizio attivo dallo scorso 12 marzo, quando la Regione sul suo portale istituzionale l’ha pubblicizzato molto discretamente: “La Regione Basilicata e l’Aor San Carlo di Potenza -si leggeva su Basilicatanet- hanno attivato un servizio di prenotazione online dei tamponi per il test molecolare Covid. Inserendo il proprio codice fiscale e il numero identificativo della tessera sanitaria, sarà possibile scegliere l’appuntamento, tra le disponibilità di giorno e di ora presenti a sistema, indicando anche il presidio ospedaliero dove eseguire il tampone”.

Nessuna indicazione sulla gratuità del servizio, se non nel titolo della velina ma in modo ambiguo, in quanto si parla di “prenotazione gratuita” non “tampone gratuito” (scelta comunicativa strategica?), e nessun passaggio sul fatto che analoga opportunità non venisse garantita anche al territorio materano, attraverso le sue strutture ospedaliere. Il caso è stato sollevato dall’archeologa policorese Mary Padula, che già da giorni lo denunciava sul suo profilo Facebook; lei stessa aveva fatto la prova scoprendo la realtà a dir poco sconcertante.

Quindi chi vuole farlo nella provincia di Potenza, da circa due mesi può comodamente e gratuitamente prenotare un tampone molecolare gratuito in una delle tante strutture disponibili, anche se non ha avuto contatti diretti con positivi, ma solo per togliersi un dubbio e un’ansia. Un residente nella provincia di Matera, invece, a meno che non si voglia mettere in macchina per percorrere 200 chilometri con il sospetto di essere positivo al Covid, dovrà recarsi in un laboratorio privato, quindi sborsare 80 euro per un molecolare e dai 35 ai 45 euro per un rapido. Una gravissima ingiustizia, un intollerabile disequilibrio tra i due territori regionali, che è stato segnalato anche a Cittadinanzattiva-Tdm: «Questa è l’ennesima porcheria del modello Basilicata. -ha commentato ironica la presidente regionale Maria Antonietta Tarsia- Penalizzare così la povera gente, chi non può pagare eppure in molti casi ha dovuto farlo, è di una scorrettezza e disumanità oltre ogni limite.

Nelle scorse settimane abbiamo chiesto le dimissioni del capo della task force regionale, Ernesto Esposito, e con lui dell’assessore regionale Rocco Leone; questo ennesimo scivolone è la conferma che sono persone inadeguate al ruolo che ricoprono, dunque devono lasciare il posto a chi è più capace di loro. Non si può sentire che chi vive e lavora nella provincia di Potenza, può godere di un servizio essenziale gratuito, penso ai commercianti ed a chi lavora con il pubblico che ha bisogno di monitorare la propria condizione di salute; nel Potentino lo può fare gratis, nel Materano deve pagare. Mi auguro che, seppure tardivamente, si ponga subito rimedio a questa gravissima ingiustizia».

Non fidandoci completamente di quanto ci era stato riferito, abbiamo provato a prenotare un tampone molecolare sul portale; in pochi secondi, inserendo codice fiscale e numero di tessera sanitaria, si è aperto un mondo di opportunità: già ieri pomeriggio alle 16.30 avremmo potuto prenotare per il 1 maggio (non si bada neanche alla festa) alle ore 10.06 all’ospedale di Pescopagano e alle 11.24 a Villa D’Agri; per domenica 2 alle 10.24 a Lagonegro, lunedì 3 alle 9.24 all’ospedale di Melfi; infine giorno 4 alle 15.54 all’ospedale San Carlo di Potenza. Questa è la sanità lucana a doppia velocità: rapida, gratuita ed efficace nel Potentino; lenta, scoordinata e spesso mancante nel Materano.

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