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POTENZA – L’Unibas vieta l’ingresso nell’università a familiari, parenti e amici e mette al bando i festeggiamenti a seguito della proclamazione. Le prossime sedute di laurea nell’ateneo lucano saranno “blindate” per il Coronavirus. Nessun applauso, zero brindisi. Proclamazione e dritti a casa. Almeno per chi potrà sostenere in situ l’ultimo esame della carriere universitaria. Per chi ha parenti provenienti dalla regioni settentrionali colpite dalla diffusione del Covid-2019, infatti, si aprono le porte della “seduta telematica”.

«In occasione delle sedute di laurea – si legge in una nota firmata dalla rettrice Aurelia Sole – si chiede ai partecipanti che abbiano familiari provenienti dalle zone indicate di comunicare tale condizione immediatamente all’Ateneo in modo da consentire la predisposizione della seduta in modalità telematica. Si comunica inoltre che alle sedute di laurea avranno accesso soltanto i laureandi, previa esibizione all’ingresso dei plessi universitari di un documento di riconoscimento. Non sono ammessi ad entrare nell’Università familiari, parenti ed amici, e sono tassativamente  vietati festeggiamenti  a seguito della proclamazione».

Sedute sobrie, posti di blocco all’ingresso e tanta paura. La stessa paura che ha spinto l’amministrazione universitaria a «sospendere, cautelativamente e per il periodo limitato all’emergenza in corso, il servizio di distribuzione dell’acqua tramite le installazioni casa dell’acqua presenti in Ateneo» e a rinviare a data da destinarsi la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2019/2020 della Scuola di specializzazione in Beni archeologici, che avrebbe dovuto svolgersi oggi a Matera.

Al pari delle «prove orali degli esami di Stato della seconda sessione dell’anno 2019 relative alle seguenti professioni: Architetto, Pianificatore, Paesaggista, Conservatore (sez. A), Architetto e Pianificatore (sez. B) e Prove integrative Revisore Legale». Più in generale l’università «chiede ai docenti di sospendere tutte le iniziative che prevedono la partecipazione di ospiti provenienti dalle Regioni indicate nell’ordinanza del Presidente Bardi». Non è chiaro a quale ordinanza faccia riferimento l’università, se si considera che il primo provvedimento adottato nella notte tra domenica e lunedì dal governatore – in cui si disponeva che «tutti i cittadini che rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti servizi di sanità pubblica» – è stato poi sostituito, nel pomeriggio di ieri, con una misura più morbida e indirizzata proprio alla comunità studentesca della regione.

«Tutti gli studenti residenti in Basilicata che rientrano in regione provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Liguria e Friuli Venezia Giulia o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno comunicare la propria presenza ai competenti Servizi dì Sanità Pubblica – attraverso i numeri telefonici disponibili sul sito delle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera – per l’adozione delle misure di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva».

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