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La sede della Regione Basilicata

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POTENZA – Solo una cinquantina di tamponi esaminati contro gli oltre 120 al giorno raggiunti nello scorso fine settimana, quando il numeri dei contagi è raddoppiato nel giro di 48 ore. Quasi tutti, peraltro, tamponi prelevati a sanitari del San Carlo di Potenza, posticipando i test su tanti cittadini che da giorni attendono di sapere se il malanno contro cui stanno combattendo è proprio il coronavirus.

Andrebbero spiegati così gli scarni numeri forniti ieri dalla task force regionale incaricata della gestione della crisi sanitaria, per effetto dell’ultima stretta sulle informazioni diffuse da via Verrastro. Un drastico cambio di registro per cui, dopo l’eliminazione degli aggiornamenti delle 22 e delle 18 sull’esame dei tamponi prelevati ai pazienti sospetti, anche il bollettino unico delle 12 è stato ridotto a un mero riepilogo di quanto emerso alla mezzanotte del giorno precedente.

Il risultato è stato che in tutta la giornata di ieri la comunicazione ufficiale si è limitata all’indicazione di un singolo nuovo contagio in tutta la Basilicata, a Valsinni, peraltro risalente a lunedì. Un dato che a tanti ha fatto pensare allo scampato pericolo, e alla conferma di una tendenza allo “schiacciamento” della curva dei contagiati per cui sarebbe lecito immaginare all’orizzonte un picco oltre il quale, con le prime auspicate guarigioni, potrebbe iniziare la discesa del numero complessivo di ammalati.

Salvo scoprire sul Quotidiano la notizia del temporaneo stop di lunedì alle attività dei laboratori di microbiologia del San Carlo e del Madonna delle Grazie di Matera, incaricati di esaminare i tamponi, per l’esaurimento dei reagenti necessari al loro processamento. Come pure della priorità concessa a una trentina di operatori del reparto di cardioanestesia del San Carlo e dell’eliambulanza del 118, a causa della scoperta, domenica, della positività di un secondo cardioanestesista e di due infermieri, della sua equipe più un medico del pronto soccorso. Stessa priorità già riservata nei giorni scorsi ai dipendenti del Crob di Rionero entrati in contatto con i due amministrativi dell’ufficio tecnico risultati positivi, e a colleghi e pazienti dei tre medici dell’ospedale di Villa d’Agri e della dottoressa del Madonna delle Grazie di Matera, positivi a loro volta.

Ad aprire uno squarcio su quanto sta realmente accadendo in regione, in realtà, ci ha pensato a stretto giro la protezione civile, confermando una cifra di 92 contagiati, si presume aggiornata alle 18 di ieri, che è ben superiore agli 87 del conteggio di via Verrastro fermo alla sera prima. Quasi in contemporanea, poi, sono intervenuti i sindaci di Salandra e Irsina, Gianfranco Tubito e Nicola Morea, confermando altri tre “positivi” (2 a Salandra e 1 a Irsina), e i colleghi di Sant’Arcangelo e Pisticci, Vincenzo Parisi e Viviana Verri, annunciando i loro pazienti numero 1.

In un videomessaggio pubblicato in serata su Facebook la sindaca del quinto centro lucano per numero di abitanti ha voluto rassicurare i pisticcesi, ma ha anche sottolineato come il concittadino risultato positivo ai test, residente a Marconia, viva e lavori in Basilicata. Il suo contagio, quindi, non sarebbe «da correlarsi né al rientro di persone», né a condotte particolarmente censurabili. Una maniera gentile per provare ad alleggerire il clima di caccia all’untore che in queste settimane s’è acceso inevitabilmente attorno ai pazienti numero 1 di diversi centri lucani.

È probabile quindi, che oggi stesso il computo reale dei contagiati lucani, in cui andrebbero considerati anche 5 residenti in isolamento domiciliare che sono stati testati fuori regione (3 a Matera, 1 a Bernalda e 1 a Irsina), superi la soglia psicologica del numero 100.

Per tutta la giornata di ieri però, anche a prescindere dagli annunci fuorvianti sull’unico nuovo “positivo”, la sensazione prevalente sul fronte regionale di contrasto al virus è stata comunque il sollievo per lo scampato pericolo al San Carlo.

In caso di ulteriori contagiati tra i sanitari, infatti, ci sarebbero stati altri tamponi di altri colleghi entrati in contatto con loro da esaminare in via prioritaria, paralizzando – in attesa dei risultati – le attività della struttura più importante al servizio della battaglia al Covid 19.

Da ieri, invece, è potuto ripartire lo studio di quelli richiesti dai tanti medici di base che hanno davvero il polso della situazione nelle case dei lucani. Così sono saltati fuori i nuovi casi a Salandra, Irsina, Pisticci e Sant’Arcangelo. A riprova che il contagio non risparmia nemmeno una zona che pareva esserne esente come la collina materana.

«Vi devo (…) rassicurare sul fatto che sia il San Carlo di Potenza che l’ospedale Madonna delle Grazie di Matera, non sono covi di infezione». Ha dichiarato Bardi in un suo videomessaggio ieri sera.

«I casi che si sono verificati, secondo i nostri riscontri – ha aggiunto il governatore -, sono tutti dovuti a contatti estranei all’ambiente di lavoro. Sia l’ospedale di Potenza sia tutti i nosocomi, dove si sono verificati i contagi, sono stati sottoposti ad un’accurata sanificazione».

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