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POTENZA – Altri 2 morti. Altri 2 imprenditori come l’85enne irsinese Vincenzo Molinari (LEGGI) e il 54enne di Paterno Donato Russo. Con la rabbia che sale soprattutto per l’età di quest’ultimo, 4 anni più giovane del potentino Palmiro Parisi, morto domenica dopo aver atteso a sua volta a lungo, forse troppo, le cure necessarie.

Non accennano a dissolversi le ombre sulla macchina regionale incaricata di gestire la crisi provocata dall’epidemia di coronavirus, mentre dall’Istituto superiore di sanità annunciano il raggiungimento del picco dei contagi in Italia, alimentando le attese su un possibile graduale ritorno alla normalità. Un orizzonte, quest’ultimo, dove il sindacato sull’accaduto potrebbe facilmente aprirsi a delle indagini in senso stretto su alcune scelte e comportamenti adottati.

Il giorno dopo l’annuncio del governatore Vito Bardi di una commissione d’inchiesta per vagliare casi come quello di Parisi, con la figlia che ha raccontato di aver dovuto minacciare di chiamare i carabinieri perché gli fosse fatto un tampone, a debuttare è stato il nuovo comitato scientifico nominato dal generale in luogo del commissario straordinario chiesto dall’associazione dei comuni lucani. Al suo interno sarebbe stato designato anche Vincenzo Barile, medico dell’Asp che nei giorni scorsi ha avviato una rubrica su Facebook per fare il punto sull’andamento dell’epidemia.

Intanto sul fronte più caldo della crisi, quello acceso dal focolaio scoperto venerdì nel polo riabilitativo Don Gnocchi di Tricarico, sembra reggere il dato sul confinamento del contagio al quarto piano della struttura. Senza ulteriori “positività” tra pazienti e sanitari che continuano a essere sottoposti ai test, né della residenza assistita al piano inferiore, né dell’attiguo presidio ospedaliero.

La conta complessiva degli infetti, quindi, resta ferma ai 40 di lunedì sera, dopo la scoperta di un singolo operatore sanitario contagiato, residente a Gravina. Mentre il medico potentino in servizio nella struttura che per primo, giovedì scorso, aveva dato l’allarme con un post su Facebook, dicendo di attendere da giorni un tampone, nonostante la febbre e la tosse, e di essere preoccupato per i pazienti visitati nelle ultime settimane, dovrebbe essere stato conteggiato nei 3 nuovi nuovi casi registrati nel capoluogo.

Ieri la situazione a Tricarico e «più in generale alla situazione delle case di cura per anziani» sarebbe stata anche al centro di un colloquio tra Bardi e il ministro della Sanità Roberto Speranza. In una nota diffusa dalla segreteria del ministro lucano si parla di un dialogo per valutare l’«evoluzione dell’epidemia» in Basilicata, il «modello di organizzazione ospedaliera» e la «necessità di puntare sul rafforzamento dei servizi territoriali».

Quanto al numero complessivo dei contagi la Basilicata appare destinata a superare a stretto giro quota 250, con l’ufficializzazione di un nuovo caso a Policoro e dei primi casi a Viggiano e a Nova Siri, dove il diretto interessato si sarebbe già unito alle diffuse lamentele per i ritardi nell’effettuazione dei tamponi. Ha gettato acqua sul fuoco, infine, Vito Summa, sindaco di Avigliano dove il bollettino ufficiale di via Verrastro ha segnalato, ieri il numero maggiore di nuovi contagiati (5). «Fanno tutti parte degli stessi nuclei familiari già interessati dai precedenti contagi». Ha spiegato il primo cittadino. Niente, insomma, che faccia pensare a un nuovo focolaio alle porte di Potenza.

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