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Il depuratore di Policoro che scarica nel fiume Agri

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POLICORO (MATERA) – Batteri fecali in quantità trenta volte superiori ai limiti di legge. Sono stati rinvenuti a fine luglio nelle acque del fiume Agri, in seguito ad un’analisi dei tecnici dell’Arpab, che poi hanno segnalato la gravissima anomalia ai carabinieri forestali della Stazione di Scanzano Jonico.

Un campanello d’allarme, che ha allertato il Comune, nella persona del sindaco Enrico Mascia, perché in quella zona si trova il depuratore cittadino, gestito da Acquedotto lucano.

La segnalazione all’Arpab era arrivata da un gruppo di cittadini, allarmati per il colore insolito delle acque dell’Agri, nei pressi del canale di scarico del depuratore.
«Appena ho appreso la notizia -ci ha spiegato ieri il sindaco Enrico Mascia- ho allertato Acquedotto lucano, che è corso ai ripari intervenendo sull’impianto e poi ha effettuato prelievi di controllo, del cui esito sono stato informato il 14 agosto ed evidenziano parametri rientrati nella norma».

Quello del depuratore di Policoro, però, è un problema noto, in quanto l’impianto funziona a una sola linea, pur avendone due, quindi quando c’è un carico eccezionale, come quello di questi giorni di massima affluenza turistica, va letteralmente in tilt.

«Ho preso per buoni di dati di AL -ha proseguito Mascia- ma per maggiore tranquillità ho chiesto ed ottenuto un ulteriore prelievo dell’Arpab, che il 19 agosto è stato effettuato in mare, alla foce dell’Agri, di cui stiamo attendendo l’esito. Da precisare -rimarca il sindaco- che mai da giugno ad oggi, nei prelievi di routine effettuati da Arpab sullo specchio di mare prospiciente la foce (a 150 metri destra/sinistra), si sono segnalati sforamenti nei parametri dei batteri fecali; quindi, nonostante tutto, il mare di Policoro è rimasto sempre pulito e perfettamente balneabile. Il problema, a quanto pare, si sarebbe registrato nei dieci metri di fiume dove sfocia lo scarico del depuratore, ma nulla è arrivato fino al mare».

Un dato rassicurante per i bagnanti, ma non per l’ambiente e l’ecosistema fluviale, praticamente bombardato dai reflui di un depuratore che funziona a scartamento ridotto.

«Da Acquedotto lucano mi hanno garantito che interverrano sull’impianto -ha concluso Mascia- e che ci sono in progetto interventi strutturali di potenziamento».
Un problema serio, che impone controlli serrati, a prescindere dalla balneazione.

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