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Dal Cipe 26 milioni di investimenti
per 9 poli archeologico-culturali

 

Basilicata
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POTENZA – Ammonta ad oltre 26 milioni di euro l’investimento deciso dal Piano di azione e coesione complementare 2014-2020 approvato dal Cipe. La somma maggiore, pari a 7,2 milioni, sarà utilizzata per il restauro e la valorizzazione di palazzo Lanfranchi, a Matera, sede del Museo nazionale d’arte medievale e moderna. Gli altri interventi riguarderanno la rete del polo museale della Basilicata in vista del 2019 (quattro milioni), il museo archeologico nazionale del castello federiciano di Melfi (3,1 milioni), il museo archeologico di Metaponto (tre milioni), il parco archeologico di Metaponto e le Tavole palatine (due milioni), il castello di Lagopesole (due milioni), il parco archeologico di Herakleia (poco più di due milioni), il castello di Venosa (1,9 milioni), e il parco archeologico di Venosa (poco più di un milione di euro). 

LACORAZZA: «SCAVIAMO IL FUTURO PIU' VICINO» “'Basilicata 2019, scaviamo il futuro', muove un altro passo concreto, dopo la pubblicazione dei primi bandi per le imprese a valere sul PON Sviluppo Cultura, con la delibera Cipe che stanzia 26 ml di euro per gli 'attrattori' culturali che prevalentemente sono riconducibili al patrimonio archeologico della Basilicata”. Così il consigliere regionale del Pd, Piero Lacorazza. “Ci saranno ulteriori passi da fare – sostiene il consigliere - a partire dalla Città di Potenza per l'importante scrigno di archeologia che rappresenta; attraverso la via Herculea, passando per la torre di Satrianum a Tito, fino a Barricelle (Villa d'Agri) e poi a Grumentum, quest'ultimo sito destinatario di risorse del PO Val d'Agri e di una prossima campagna di scavo. La presenza del Castello di Lagopesole all'interno degli attrattori culturali segna un'altra grande opportunità per la piena fruibilità dello stesso, ma anche per il costituendo Parco Letterario di Federico, un anello fondamentale per la rete dei Parchi e delle Fondazioni a cui si sta lavorando.  Così come è da ritenere positivo la opportunità concreta che si apre per il Castello di Brienza, inserito nei cosiddetti sistemi complementari”.

“Ma sono tante – sottolinea Lacorazza - le possibilità che intorno a questi attrattori storico culturali possono essere create; anche per questo – riferisce - ho chiesto in questi giorni di accelerare il cosiddetto progetto 'Ultimo Miglio' per completare investimenti fatti in questi anni sul patrimonio tangibile e renderlo fruibile in vista di Matera 2019. Conosco tante realtà, siti di grande valore e importanza storico archeologica (Tricarico, Vaglio, Pietragalla, Valsinni, l'area del Senisese e della Val Sarmento, etc.) che meriterebbero attenzione, ma è del tutto evidente che bisogna partire da 'attrattori' per accumulare visitatori e distribuire opportunità ad un territorio più vasto. Ci sono anche altri strumenti legislativi e canali della programmazione sui cui è possibile realizzare progetti legati a ‘Basilicata Matera 2019’; sottolineo anche l’iniziativa dei parlamentari lucani, primo firmatario l’on. Latronico, per l’istituzione del Parco archeologico della Magna Grecia”.

“Esprimo soddisfazione – afferma Lacorazza - perché, con il contributo di tanti, dopo anni si torna ad investire anche nel patrimonio archeologico della nostra regione e si valorizza anche così il ruolo delle esperienze e competenze che sono presenti, attraverso il Mibact, sul nostro territorio, e alle quali, rivolgo un ringraziamento particolare. Non di meno è stato il contributo di dirigenti e personale degli uffici regionali che raccogliendo gli indirizzi del Consiglio regionale, condivisi con il presidente Pittella, stanno dando attuazione al progetto 'Basilicata 2019, Scaviamo il Futuro'. C'è ancora tanto da fare ma un bel passo è stato fatto”.

“Nel sottolineare anche la sensibilità e l'impegno del lucano Giampaolo D'Andrea, capo di gabinetto del Ministro Franceschini – conclude Lacorazza - credo che questo investimento rappresenti anche un impulso alla Università della Basilicata per la importante esperienza della Scuola di Specializzazione in Archeologia e crea basi più solide per la stessa Scuola del Restauro”.

Didascalia foto:
Palazzo Lanfranchi a Matera (dal profilo fb del Museo nazionale d'arte medievale e moderna)

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