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Fca, il tributo della Basilicata a Sergio Marchionne. Melfi si ferma per lutto

Basilicata
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Sergio Marchionne con Renzi ed Elkann a Melfi il 28 maggio 2015
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TORINO – E’ morto Sergio Marchionne. Lo si è appreso in mattinata da fonti a lui vicine.

L'ex ad della Fca, 66 anni, era ricoverato a Zurigo dal 27 giugno per un intervento. Sabato scorso i consigli di amministrazione hanno nominato il suo successore, Mike Manley.

L'attività nello stabilimento di Melfi (Potenza) di Fca - dove si producono Jeep Renegade e 500X - è ripresa nel pomeriggio dopo una sospensione di dieci minuti in segno di lutto per la morte di  Marchionne, che poco più di tre anni fa era stato in visita nello stabilimento di San Nicola con l'allora premier Matteo Renzi, il ministro Graziano Delrio e il presidente John Elkann, ad di Exor. Si fermeranno anche gli operai dei turni centrale e serale.

LE REAZIONI IN BASILICATA
«Un manager duro ma leale»: è questo il ricordo di Sergio Marchionne di Carmine Vaccaro, segretario regionale della Uil e dipendente Fca a Melfi. «Ho conosciuto direttamente Marchionne incontrandolo in due occasioni di confronto, in epoche diverse e su questioni diverse. In entrambe ho avuto modo di apprezzarne le doti di lungimiranza e coraggio. Marchionne – aggiunge Vaccaro in una nota congiunta con il segretario dei metalmeccanici lucani della Uil Marco Lomio – è stato un interprete autentico dell’evoluzione delle politiche industriali in un settore come l’automotive che di trasformazioni ne ha viste tante in pochi decenni. Melfi, sotto la sua guida strategia - sottolineano Vaccaro e Lomio - è il simbolo più evidente della trasformazione epocale avvenuta non solo nella ex Fiat quanto nel mercato mondiale dell’auto». 

Anche la Fismic di Basilicata «esprime profondo cordoglio per la scomparsa di Sergio Marchionne, uomo di grande spessore e manager capace e illuminato che ha posto lo stabilimento Fca di San Nicola di Melfi al centro del rilancio produttivo dell’azienda in Italia e nel mondo. Con la sua morte il mondo dell’industria automobilistica internazionale perde uno dei suoi maggiori protagonisti. Il nostro auspicio è che chi è stato chiamato a sostituirlo nel ruolo di amministratore delegato di Fca prosegua sulla strada intrapresa da Sergio Marchionne dando continuità al piano industriale da egli ha presentato lo scorso 1 giugno».

«Ringrazieremo a vita Sergio Marchionne per il prezioso contributo che ha dato permettendo alla Fca di crescere e diventare un’importante realtà mondiale. Finisce l’era di un Capitano che ha saputo gestire la squadra, un manager che non stava mai fermo. Perdiamo un importante protagonista della storia italiana, ha segnato un’epoca con la sua personalità, un grande esponente manageriale, non uomo segreto. L’Ugl ha condiviso con lui anche momenti molto difficili e di tensione ma nulla si poteva di fronte a una persona intelligente, controversa, un industriale di livello che ha rappresentato la storia dell’Italia, ma anche pagine assolutamente buie del nostro Paese: dalla Fiat del crac alla Fca del boom economico»: così lo ricorda il segretario generale dell’Ugl metalmeccanici, Antonio Spera, che a nome di tutta la federazione nazionale esprime dolore e cordoglio per la morte prematura del manager, «un pezzo di storia italiana che ha costruito il paese insieme alla famiglia Agnelli, un esempio di grande serietà e coerenza anche se presentava la sua immagine con un certo distacco e sense of humour. Il ricordo che ho di lui – afferma Spera – è quello di una persona molto seria. Non rinunciava mai alle sue battute per sdrammatizzare. È innegabile che con la morte di Marchionne tutto il mondo perda un importante pezzo di storia. Aveva ottenuto negli ultimi anni la piena fiducia americana tanto che il presidente Trump scommise su Marchionne. Con lui – conclude il segretario generale Ugl metalmeccanici – scompare un protagonista: l’Ugl esprime le più sentite condoglianze ai familiari del presidente Marchionne: perdiamo un padre costituente della Fabbrica Italiana e Mondiale dell’automobilismo: l’era obbligatoriamente dovrà proseguire, non sarà facile sostituire il manager più carismatico della storia recente del gruppo Fca». 

“Con la scomparsa di Marchionne l’Italia, e non solo, perde un uomo coraggioso e di grande visione e lungimiranza”. Con queste parole il consigliere e segretario regionale del Partito democratico della Basilicata Mario Polese esprime cordoglio per la morte dell’Ad di Fca, Sergio Marchionne. “Ha scritto una pagina importante nella storia dell'industria italiana e di quella della Basilicata -prosegue Polese -. Nella sua veste di leader della Fiat ha attraversato anni di trasformazioni assai profonde e radicali dei mercati, dei sistemi di produzione, delle strategie finanziarie, delle relazioni sindacali. Partendo dalla sua prospettiva  ha sempre provato a guardare oltre.  E’ stato fondamentale anche per San Nicola di Melfi guidando la transizione a partire dal 2004 e facendo della innovazione e della ricerca il punto forte che ha consentito allo stabilimento lucano di diventare fiore all’occhiello dell’intera produzione di auto”. Sottolineando “l’importanza dell’ultimo accordo voluto proprio da Marchionne per la creazione in Basilicata di un Centro di eccellenza per la ricerca sui sistemi di produzione nello stabilimento lucano”, il consigliere e segretario regionale del Pd si augura che anche i nuovi vertici della Fca “si dimostrino all’altezza di Sergio Marchionne nel valorizzare l’automotive in Basilicata”.

"Marchionne, cambiando il destino della Fiat e del mercato dell’auto, è stato il pioniere dello stabilimento di Melfi che ha rappresentato e rappresenta tuttora la più grande opportunità per la crescita delle piccole e medie imprese locali e regionali dei settori servizi e commercio. Un motivo in più per ricordare il grande contributo che il manager, figlio di emigrati, ha dato all’occupazione diretta ed indotta e all’economia di Melfi, dell’area e dell’intera regione". E’ il pensiero commosso del presidente di Confcommercio Imprese Italia Potenza Fausto De Mare. "L’economia locale intorno allo stabilimento Fiat, come dimostrano gli indicatori socio-economici della città di Melfi e dei comuni più vicini, ha avuto benefici diretti ed indotti che sono destinati, a breve-medio termine, con i nuovi programmi industriali ad ulteriori sviluppi. Con la crescita economica e dei consumi inoltre sempre intorno alla fabbrica di Melfi si è irrobustita la rete di vendite di auto generando altri posti di lavoro. Per tutto questo – dice il presidente di Confcommercio – dobbiamo profonda riconoscenza all’impegno svolto da Marchionne e siamo impegnati a darne seguito potenziando i servizi a favore di lavoratori e famiglie facendo rete tra ogni tipologia di servizio ed attività".
 
“Mi ha colpito la semplicità di un dirigente affermato in tutto il mondo. Era figlio di emigrati in Canada. Un lavoratore che non si è mai montato la testa”. Così il vescovo emerito di Melfi, monsignor Gianfranco Todisco, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio della Cei, ha ricordato Sergio Marchionne. “Quella maglia – ha proseguito mons. Todisco - che gli vidi indossare non era di circostanza perché era la stessa che spesso indossava in altre manifestazioni pubbliche. Era un uomo che non si dava arie – ha aggiunto mons. Todisco - lui figlio di emigrati sapeva che per un operaio non lavorare era una tragedia personale e famigliare. E il fatto che lui abbia fatto in modo che l’azienda restasse a Melfi fa capire quanto ritenesse importante il lavoro per tante famiglie. Marchionne – ha concluso mons. Todisco – nelle sue visite in fabbrica ha permesso a tante persone di avvicinarsi, avrà stretto migliaia di mani dei suoi operai. Questa cosa mi ha sempre colpito. Aveva la capacità di stare vicino a tutti, non solo alle persone importanti. Per lui tutte le persone erano uguali, degne di rispetto e attenzione”.

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