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POTENZA – Si prova a ripartire dopo mesi di enorme sofferenza sia dal punto di vista sanitario sia da quello economico. Le conseguenze della pandemia sul mercato del lavoro finora sono state contenute dalle misure messe in campo, che hanno permesso di accompagnare i mesi più critici limitando le cessazioni dei posti di lavoro.

Ma ora è il momento di passare alla seconda fase, ovvero ricollocare sul mercato l’enorme platea di persone che, per un motivo o per l’altro, sono rimaste senza occupazione. Così, giovedì scorso, la Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera al programma Garanzia Occupabilità dei Lavoratori (Gol): complessivamente 880 milioni di euro, ripartiti in base a cinque parametri: occupati, disoccupati, persone in cassa integrazione, con reddito di cittadinanza o in Naspi. Alla Basilicata, in base a questi parametri (vedi tabella accanto) spetterebbero 9 milioni e 592mila euro.

Per l’operatività della riforma a questo punto manca solo la pubblicazione in Gazzetta ufficiale. Poi ogni Regione avrà 60 giorni per presentare il proprio piano.

Ma alla Regione Basilicata basteranno 60 giorni per presentare un piano? Al momento sembra che le condizioni non ci siano.

«Da anni – spiega Pietro Simonetti, componente del tavolo nazionale anti caporalato – in Regione manca un responsabile dell’Ufficio lavoro. E’ gestito ad interim dalla responsabile di un altro ufficio». Ma la cosa più preoccupante, in realtà, è il fatto che sono ancora ferme, nonostante le numerose sollecitazioni, le attività dell’Osservatorio regionale del lavoro, come sottolineato nelle scorse settimane anche dalla presidente della Commissione Pari opportunità, Margherita Perretti.

Il lavoro dell’Osservatorio, infatti, permetterebbe di avere un quadro della situazione senza il quale programmare diventa difficile: che figure professionali servono? Quali sono i settori che si stanno espandendo e, di contro, quelli che invece non hanno possibilità di crescita? Ma ancora: quali sono le categorie più svantaggiate, quelle che più di altre hanno subito i colpi della crisi? Avere un quadro chiaro in questo senso, permetterebbe poi di regolarsi di conseguenza, formando personale in un settore piuttosto che in un altro.

Ma l’elaborazione del Piano richiederebbe anche un confronto con le parti sociali. Le stesse che, solo due giorni fa, hanno accusato la Regione di assenza di dialogo: «A luglio – hanno spiegato i segretari regionali della Basilicata di Cgil, Cisl e Uil, Angelo Summa, Vincenzo Cavallo e Vincenzo Tortorelli – è stato presentato presentato il “Patto per il lavoro e per il rilancio dopo la crisi” e che da allora si è ancora in attesa di un incontro con il presidente Bardi e la giunta per discutere le proposte sindacali».

Donne, giovani e lavoratori con basse competenze: questi i soggetti che andranno presi in carico. Soggetti vulnerabili che ora richiedono azioni in tempi brevi.

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