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POTENZA – «Lo scopo è quello di venire incontro alle esigenze dei commercianti in seguito all’emergenza Covid 19»: questo si legge nel comunicato stampa della Regione che annuncia il posticipo dei saldi estivi in Basilicata dal 2 luglio, ieri, al primo agosto con l’ordinanza 28/2020 del presidente della giunta Vito Bardi (LEGGI LA NOTIZIA).

Ma la decisione presa all’ultimo momento ha creato non poche situazioni di confusione e disagio nella categoria. Innanzitutto fra gli esercenti che non se l’aspettavano e squadernano in sequenza le ragioni della contrarietà al provvedimento. Va all’aria tutta l’organizzazione messa a punto: il piano ferie del personale; l’allestimento delle vetrine; la programmazione dei registratori di cassa con le percentuali di sconto; la disposizione della merce all’interno del negozio; la campagna pubblicitaria – fra inserzioni su giornali e annunci in radio, manifesti in giro per la città, pieghevoli stampati – pronta a partire; la tassa sulla pubblicità già pagata al Comune.

Insomma, una macchina complessa sul piede di partenza e bloccata da un provvedimento annunciato poche ore prima che si avviassero i motori.

E’ vero che tutto deriva da una deliberazione della Conferenza Stato Regioni. Ma è dell’11 maggio scorso e la Basilicata era l’ultima regione, con la Sicilia, a essere rimasta al 2 luglio: quasi due mesi senza che il consiglio regionale riuscisse a votare in merito e poi, dopo l’ennesima fumata grigia, il presidente che dispone il rinvio all’ultimo momento.

Bardi ha dovuto annunciarlo ai consiglieri regionali in aula nella seduta di avantieri quando è stato chiaro che ancora una volta il consiglio non avrebbe votato in merito. La seduta era stata convocata dal presidente Carmine Cicala dopo una richiesta di riunione “urgente” avanzata dai consiglieri della Lega con un ordine del giorno di due punti. Uno era appunto “la modifica della legge regionale che permetterà alla giunta regionale di procrastinare la data di partenza dei saldi di fine stagione”, come si legge dal comunicato della Lega.

Rocco Lamorgese, presidente di Confesercenti Potenza: «Questa decisione spiazza. Non è che si alza la saracinesca e i saldi partono da soli: ci sono stampe, campagne pubblicitarie, registratori con percentuali di sconto da programmare eccetera. Le decisioni prese all’ultimo momento è chiaro che creano disservizi».

«E poi – afferma – vuol dire non vedere più nessuno per luglio. Un modo per far tornare la gente nei negozi era proprio parlare di saldi. Rinviare di un mese sicuramente non fa avvicinare le persone ai negozi. Avevamo un vantaggio rispetto ad altre regioni. Ad agosto potrebbe essere troppo tardi».

Lamorgese lamenta anche il mancato dialogo con l’ente: «C’eravamo già fatti sentire con continue richieste di delucidazioni, ma la Regione non ha orecchie per ascoltare. Poi si incontrano all’ultimo momento per decidere di cose di cui non si è parlato. Non credo fosse l’esigenza di tutta la regione, magari a Matera si cominciano a vedere i turisti e non vogliono svendere, ma nel resto della regione non va così».

«Inammissibile votare un provvedimento il giorno prima della partenza, ufficiosa o ufficiale che fosse», commenta anche Angela Martino, presidente di Confesercenti Matera. «Non è l’atteggiamento giusto nei confronti dei commercianti, che avevano pagato la pubblicità. La Regione su questi provvedimenti deve svegliarsi prima. La maggior parte dei commercianti voleva la partenza dal 2 luglio per dare una svolta, alcuni forse però volevano incassare ancora “a pieno” perché per la chiusura imposta dal governo le entrate sono state misere e fare sconti sarebbe stato un danno. Noi non possiamo esprimerci in maniera favorevole sul 2 luglio o sul primo agosto. Certo che la Regione doveva dare risposte prima».

«Peraltro – conclude – non siamo stati consultati nonostante abbiamo sollecitato più volte la Regione. Manderemo una nota e speriamo di essere convocati e avere un confronto costruttivo con la Regione: non vogliamo distruggere ciò che di buono fa, ma deve ascoltare la voce dei commercianti».

E anche da parte di Confcommercio – che pure aveva richiesto il provvedimento e lo rivendica come un successo – si critica l’averlo fatto in zona Cesarini.

«Sarebbe stato penalizzante per il settore partire da luglio con i saldi», dice Fausto De Mare, presidente di Confcommercio di Potenza, che afferma di aver contribuito a spronare Bardi, ma sulla decisione dell’ultimo momento aggiunge: «Sicuramente crea problemi».

«Di avere i saldi dal primo agosto – sostiene Angelo Tortorelli, presidente di Confcommercio a Matera, che conferma di aver sollecitato in merito la Giunta regionale – ce lo aveva chiesto la stragrande maggioranza dei nostri associati. E noi siamo sempre ubbidienti alle richieste dei commercianti».

Secondo Tortorelli la notizia che i saldi sarebbero stati ad agosto «era già nell’aria. Tutto il resto d’Italia aveva colto l’opportunità di spostare di un mese i saldi».

Ma anche Tortorelli non nasconde un rimprovero per come si è arrivati alla decisione: «Abbiamo preso atto che il provvedimento è arrivato nel rush finale. Avevamo provato anche la settimana scorsa a farlo approvare ma non ci siamo riusciti, penso per beghe di consiglio che non mi appartengono. Non è stata deliberato in consiglio,

in maniera anche vergognosa, nonostante fosse passata nella IV commissione consiliare presieduta da Piergiorgio Quarto, altrimenti lo avremmo avuto prima. Prendiamo atto che Bardi l’ha presa di petto questa cosa nel momento in cui il consiglio non ce l’ha fatta, come anche ieri (avantieri per chi legge, ndr). Abbiamo salutato questa iniziativa di Bardi con grande positività. Poteva dire: ci vediamo la settimana prossima. Avremmo fatto ridere i polli e sarebbe stato un caos».

Ora c’è un’ulteriore incognita: l’atto di Bardi dovrà essere ratificato entro 14 giorni dal consiglio regionale. Altrimenti, nuovo caos in vista.

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