X
<
>

Tempo di lettura 2 Minuti

POTENZA – «Dopo un anno, caratterizzato da un’Italia idricamente rovesciata con bacini in sofferenza soprattutto al Nord, sono Puglia e Basilicata a destare le maggiori preoccupazioni in questo avvio d’anno»: lo si legge nel comunicato diffuso ieri dall’Osservatorio Anbi (Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue) sullo stato delle risorse idriche del Paese.
«In Basilicata – è scritto ancora nella nota – manca all’appello circa un terzo delle risorse idriche disponibili a febbraio 2019: oggi sono quasi 258 milioni di metri cubi con un meno 144 milioni circa rispetto a 12 mesi fa, ma meno 43 milioni rispetto solo a 14 giorni fa; l’invaso di Monte Cotugno, il più capiente della Lucania, registra quasi 102 milioni di metri cubi in meno». Leggendo gli altri dati si scopre che la diga del Pertusillo, che ha una capacità di 142 milioni di metri cubi, è piena per neanche 70 milioni (l’anno scorso erano 83,5 milioni); San Giuliano, che può contenere circa 73 milioni di metri cubi, ne ha appena 35,87 (perdendone quasi 20 milioni rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso); la Camastra ha un livello davvero basso (6,34 milioni di metri cubi a fronte dei 22 che ne potrebbe contenere; e l’anno scorso erano 16,89); l’unico invaso a guadagnare risorsa idrica è Basentello, ma di poco: 18,88 milioni di metri cubi, uno e mezzo più del 2019 (la capacità è di 24,36).
Fenomeno, quello della siccità, che stride con il susseguirsi di eventi climatici estremi come le continue ondate di gelo.

LA PAURE DEGLI AGRICOLTORI – «Il forte abbassamento delle temperature previsto per i prossimi giorni sul Centro-Sud mette a serio rischio tutte le principali coltivazione in campo, ovvero fragole e agrumi, in particolare clementine, ma anche pesche e albicocche; questo anche a causa dello sviluppo precoce dei germogli, favorito dalle alte temperature degli ultimi mesi, nei quali si sono registrate condizioni meteorologiche primaverili o, in alcuni casi, addirittura estive». Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, facendo notare che «se tale previsione venisse confermata non farebbe altro che aggravare la situazione del primario, stretto nella morsa delle bizze climatiche, che sta già pagando lo scotto dell’allarme siccità, dovuto alle scarsissime precipitazioni degli ultimi mesi e alla drammatica situazione degli invasi». Agrinsieme Basilicata ritiene «opportuno un confronto con l’assessore regionale all’Agricoltura Francesco Fanelli, così da poter fare il punto della situazione sui gravi problemi di siccità della Basilicata e sulle possibili conseguenze dell’ondata di gelo in arrivo».

  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  

COPYRIGHT
Il Quotidiano del Sud © - RIPRODUZIONE RISERVATA

shares