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Il caos sulla Tasi continua a regnare sovrano. Almeno per i cittadini che non hanno ricevuto una risposta chiara su quanto pagare e quale aliquota applicare. Oggi la scadenza dei termini fissati per i pagamenti coincide con l’udienza davanti al Tar sul ricorso presentato dal Ministero dell’Economia. Ad oggi non si sa cosa fare. Nessuna certezza. Senza la sanatoria del Governo l’aliquota da applicare per il Ministero dell’Economia e delle Finanze è quella del 2014 cioè all’1 per mille. Secondo quanto approvato dalla giunta comunale del 30 luglio e convalidato dal Consiglio comunale dell’ottobre scorso l’aliquota è all’1,8 per mille e questa è la posizione del Comune di Matera.

Esisteva almeno fino a poche ore fa, anche una terza ipotesi perchè secondo la deliberazione di Consiglio comunale del 27 di agosto l’aliquota è all’1,6. Ma quest’ipotesi appare superata dal no alla sanatoria.
Cosa fare? Quale aliquota applicare? Con l’aumento? E se applicata quella del 2014 ci sarà il rischio di mora? Domande che attendono ancora, vanamente, risposte. E che oggi potrebbero vivere una nuova puntata con l’udienza davanti al Tar per il ricorso presentato dal Ministero dell’Economia che chiede la revoca delle due delibere di aumento delle aliquote. Interpretando la situazione il Mef ritiene che si debba applicare l’aliquota del 2014 all’1% mentre il Comune la delibera di giunta convalidata in Consiglio all’1,8%. Decadrebbe invece la terza ipotesi, 1,6%, perchè applicabile solo in caso di sanatoria..
Proviamo a schematizzare la situazione per quanto possibile. C’è una delibera di giunta del 30 luglio che aumenta le aliquote Tasi e Tari, la prima dall’1 all’1,8 e la seconda del 70 per cento rispetto all’anno precedente, il 2014.

Ma in Consiglio queste delibere arrivano solo il 27 di agosto, cioè oltre i termini previsti per gli aumenti (il 30 luglio). Inoltre nel Consiglio del 27 agosto l’aumento della Tasi viene ridotto e l’aliquota passa dall’1,8 all’1,6.
Si apre però la polemica sul fatto che dopo il 30 di luglio l’Amministrazione comunale deve applicare l’aliquota dell’anno precedente, cioè il 2014, senza procedere ad ulteriori aumenti. La diffida del Ministero dell’Economia con la richiesta di ritirare le due delibere di aumento in autotutela fa esplodere il caso e le relative discussioni politiche già affrontate nel Consiglio del 27 agosto con le osservazioni dell’ex sindaco Adduce e gli attacchi sulla gestione passata portati avanti dalla maggioranza. Per porre rimedio alla situazione, pur confidando nella sanatoria del Governo, l’Amministrazione comunale approva il 27 ottobre in Consiglio comunale la convalida della delibera di giunta del 30 luglio, dando così (almeno nelle intenzioni) valore nei tempi previsti alle decisioni prese. In questo modo l’aumento della Tari verrebbe fissato ad un +70% mentre quello della Tasi porterebbe l’aliquota all’1,8. Successivamente il Ministero dell’Economia procede al ricorso al Tar, il Comune si dice convinto che la convalida sani la situazione ma spera sempre nella sanatoria che chiuderebbe la discussione e riporterebbe l’aliquota della Tasi all’1,6.
Ad oggi risposte e chiarimenti pochi. Si sa che la sanatoria non c’è stata e non ci sarà. Si sa che le cartelle della Tari stanno ancora arrivando alla spicciolata nelle case dei cittadini e che l’Amministrazione ha provveduto a rideterminare la rateizzazione tra il 31 di dicembre (rata unica o solo prima rata) e il 30 di aprile (quinta rata).

Quanto alla Tasi, oggi c’è la scadenza dei termini. Senza la sanatoria l’aliquota sarà quella del 2014, cioè l’1% oppure sarà all’1,8 con l’aumento deciso in giunta il 30 luglio e convalidato in Consiglio comunale ad ottobre. Di certo non sarà all’1,6%. A sciogliere i dubbi ci penserà il Tar che chiarirà quale delle due strade seguire (aliquota all’1 o all’1,8) quella indicata dal Mef o quella del Comune di Matera. Di certo per i cittadini un disservizio importante, in termini di informazione e senza risposte, delucidazioni e rassicurazioni circa eventuali rischi di mora. Un caos, appunto.

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