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MATERA – Chi volesse fare una visita endocrinologica nelle strutture sanitarie dell’Asm, dovrebbe attendere il lontano (lontanissimo) 2023.
Una realtà intollerabile, che fa indignare, anche perché se il cittadino-utente dovesse avere il sospetto di una brutta malattia, si vedrebbe tardare la diagnosi di due anni, con il rischio serio di non potersi più curare. Il risultato è facilmente prevedibile: migrazione sanitaria di massa e aumento dei costi sanitari per la collettività, oltre agli oggettivi disagi di non potersi curare nella propria regione.

Un disservizio gravissimo, ai limiti dell’interruzione di pubblico servizio, che il Quotidiano denuncia da circa due mesi e, ad oggi, vede una situazione drammaticamente stazionaria, se non peggiorata. Come nel caso di urologia, dove si è passati da due date disponibili al mese all’assenza di date, per la cronica carenza di medici in Chirurgia generale. Nessuna data in vista per l’uroflussometria, nè per le visite di controllo in genere.

Diabetologia prima visita, controllo e priorità a fine ottobre; nessuna data per controlli, laringoscopie ed esami strumentali ad otorino. Drammatica la situazione persino sulla radiologia a Policoro, che è punto di riferimento per tutta l’alta e bassa Collina materana, con nessuna data utile su ecografie addominali (un altro esame delicato per la tipologia di potenziale diagnosi), come la mammografia (diagnosi di tumori molto diffusi), la Tac con e senza contrasto. Va un pò meglio a Matera, dove tra settembre ed ottobre potrebbero esserci spazi.

Torna drammatica, invece, la situazione nella delicata cardiologia, dove ad oggi non ci sono date per controlli, con una copertura neanche garantita solo per le priorità. Nessuna data anche per ortopedia sulle prime visite, mentre per la colonscopia (altro esame diagnostico delicato) si deve attendere novembre a Policoro e gennaio 2022 a Matera. Stessa situazione, ma con lieve anticipo ad ottobre su Matera, per la gastroscopia, mentre la ginecologia procede solo con le cosiddette “forzature”, ovvero per accertamenti imposti dallo specialista.
Una situazione gravissima, che ha già gettato la Basilicata agli ultimi posti in Italia per le liste d’attesa. Mentre il resto del Paese sta lentamente reagendo al post Covid, con l’insidia sempre presente della variante Delta, la piccola Basilicata, e segnatamente la provincia di Matera, non ha più rialzato la testa, con un sistema sanitario collassato e quasi senza speranze. “Mancano i medici”, è la litania che sentiamo come un mantra da mesi, senza che nessuno tra Regione e vertici dell’Azienda sanitaria si sia mai interrogato sulle ragioni di questa carenza, tra pensioni non sostituite e tanti professionisti che sono letteralmente scappati dalla Basilicata e dalle strutture materane, per l’eccezionale carico di lavoro, a fronte di retribuzioni non in linea con la media nazionale.

I vertici Asm ci hanno fatto sapere che oggi pomeriggio ci sarà un nuovo incontro, per fare il punto della situazione e trovare una soluzione-tampone alla criticità delle liste d’attesa. Intanto un paziente ci ha raccontato che per una visita di controllo reumatologica, in presenza di una chiara e seria malattia, si dovrebbe attendere maggio 2022. Unica notizia positiva (che poi dovrebbe essere routine), l’arrivo di 3 nuovi medici al Pronto soccorso di Policoro. La sanità così non cura, ma lascia morire.

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