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MATERA – La nostalgia, le lacrime, la memoria e il ricordo. Ritrovarsi un anno dopo, nella stessa Chiesa, per ricordare Davide Belgrano e Giuseppe Lasaponara è stato un momento di forte commozione. Un’ora di grande emotività per l’intera comunità scolastica dell’Aeronautica “Loperfido-Olivetti”. Quasi completata la procedura per l’ottenimento del Diploma alla memoria per i due sfortunati giovani studenti. Mentre, il Consiglio d’Istituto e il Collegio dei docenti ha completato l’iter per l’intitolazione del Laboratorio di Navigazione aerea e del simulatore a Davide e Giuseppe. Compagni di scuola, amici nella vita.

In tantissimi sono tornati lì, nel luogo dell’ultimo saluto, anche i compagni diplomati nello scorso, tragico anno scolastico 2015/2016. Un volo, questa volta in mongolfiera, per provare l’ebbrezza di essere lì in alto, dominare il mondo ed iniziare ad assaporare l’altitudine, il controllo di una traiettoria, il decollo e, infine, l’atterraggio. Quell’atterraggio che Davide e Giuseppe non hanno mai raggiunto, sbalzati o caduti (sono in corso ancora le indagini per definire il movente) da quel volo che doveva essere un momento didattico, ma anche di gioia e divertimento. Quell’ultimo video, inviato su whatsapp agli amici più cari, quelle parole – le ultime – che risuonano ancora forti nei cuori e nelle menti di parenti e amici. Lo hanno ricordato gli striscioni, i palloncini bianchi lanciati al cielo al termine della liturgia, lo ha ricordato il parroco dal pulpito, assieme al preside Vincenzo Duni ed ai suoi amici e compagni di classe e di scuola.

 

In tanti hanno voluto affollare, in ricordo di Davide e Giuseppe, la Chiesa della Santa Famiglia. Al termine della liturgia, il sagrato pieno di ragazzi e docenti, ha tenuto a lungo il fiato, prima di liberare un fortissimo applauso per i due angeli volati al cielo prima del tempo. Due giovani vite spezzate nel fulcro della loro gioia, dei loro progetti, della loro voglia. Il preside Duni, prima dell’intervento dei ragazzi, ha voluto ricordare Davide e Giuseppe con una poesia di Sant’Agostino che ha strappato nuove lacrime di commozione, anche al dirigente scolastico, che ha terminato la lettura con voce spezzata da una partecipazione emotiva. Essendo nuovo dell’Istituto, la sua commozione è arrivata da quanto tutti gli altri alunni ed i docenti hanno trasmesso al professor Duni in questi mesi. Uno scambio di emozioni lampante in ogni angolo dell’Aeronautica “Olivetti-Loperfido”.

Tutti sentono ancora le voci di Davide e Giuseppe nei corridoi, tutti inseguono i loro sogni, tutti ripercorrono la strada dei due piccoli angeli. “Ricordiamo tutti i giorni Davide e Giuseppe – raccontano Marco Cavallo e Antonio Fortunato –. Ci hanno trasmesso la voglia di andare avanti e di portare a termine anche i loro progetti di vita. E’ stato un duro colpo per tutti quella tragedia. Un anno fa sono cambiate anche le nostre vite, il nostro modo di vedere la vita, di vivere la quotidianità. Avevano, come tutti noi, una grande passione per il volo. Li ricordiamo, ogni giorno, come se fossero ancora qui. Nei gesti, nei discorsi, nelle ambizioni – continuano Marco e Antonio, con gli occhi pieni di lacrime –. Giuseppe voleva arruolarsi e guidare gli elicotteri, come molti tra di noi, che sappiamo e speriamo di poter continuare nel settore aeronautico. Ora sappiamo solamente una cosa, che Davide e Giuseppe ci hanno dato una grande voglia di vivere e superare gli ostacoli della vita quotidiana. Sono esempi per tutti noi. Anche a scuola veniamo con una motivazione diversa. Dopo la tragedia ci siamo aiutati molto anche con i professori – concludono Marco Cavallo e Antonio Fortunato –. Si sono instaurati rapporti più stretti, ci siamo uniti tutti”.

“Il ricordo di Davide e Giuseppe è ancora fortissimo nei cuori e nella mente di tutti. E’ come se in questo ultimo anno siano stati con noi – ricorda il professor Marco D’Andrea –. Siamo riusciti ad andare avanti grazie alla forza che ci hanno dato i ragazzi, ricordando i loro compagni e spronandosi a vicenda ad ascoltare ognuno il proprio attaccamento alla vita. Siamo riusciti ad andare avanti, in una immane tristezza, grazie alla forza che ci siamo dati assieme ai ragazzi. Una situazione che ci ha uniti. E’ stata anche consegnata la prima borsa di studio intitolata ai ragazzi, promossa dall’Avis. Bello il fatto che sia andata ad un ragazzo della classe di Davide e Giuseppe”.

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