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La sede del Tar della Regione Basilicata

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MATERA – Sarà presentato ufficialmente tra stasera e domani il ricorso al Tribunale amministrativo della Basilicata di un gruppo di genitori materani contrari alla decisione di chiudere le scuole presa due giorni fa dal governatore lucano Vito Bardi. La decisione è maturata tra i genitori che già nei giorni scorsi in oltre 400 avevano sottoscritto una lettera di protesta inviata alla ministra della Pubblica Istruzione Azzolina.

Oggi però si alza il tiro, una decina di questi genitori sottoscriveranno il ricorso ma sono già oltre una quarantena quelli che hanno aderito all’iniziativa anche con un contributo che possa consentire di affrontare le spese che pure non mancano. «In una situazione come questa è importante rivolgersi ad un organismo terzo come il Tar per cercare di spiegare questa decisione anche a fronte di quanto previsto all’interno del decreto del Governo che tiene aperte le scuole anche nelle zone rosse» spiega Michele Plati componente del Comitato dei genitori che si è gettato assolutamente in questa battaglia senza alcuna esitazioni affidandosi agli avvocati Anna Ferrara e Giacomo Marchitelli che stanno preparando il ricorso da presentare già nelle prossime ore nella speranza che una risposta possa avvenire in tempi brevissimi magari prima della fine della settimana.

«È una decisione che non tiene conto di una serie di difficoltà che comporta e che riversano i problemi che dovevano essere affrontati completamente sulle famiglie» ricorda Plati, «penso per esempio al fatto che ci sono alcune aree ad esempio ad Ecopolis nel borgo La Martella di Matera dove la connessione wifi è praticamente impossibile da poter prendere, vi sono alcune realtà sociali penso per esempio ai migranti che hanno figli e che hanno difficoltà oggettive a procedere con la didattica a distanza perché non possono dare alcun aiuto ai figli stessi in quel tipo di frangente e perché non sempre hanno la possibilità di potervi accedere e poi ci sono ancora una serie di situazioni che non rendono assolutamente facile l’utilizzo di mezzi elettronici che in molte famiglie mancano e in altre non ci sono in un numero sufficiente per tutti. E infine non bisogna dimenticare la questione dei congedi parentali che soprattutto per quei genitori che lavorano nel privato non è affatto semplice poter riuscire ad ottenere aumentando dunque i problemi per le famiglie. Un carico di non poco conto che questo tipo di decisioni non tiene in nessun modo conto. A questo punto lungi da noi l’idea di un qualche conflitto di qualche tipo ma vogliamo che ci sia un ente terzo che ci dica se questo tipo di scelte si possono fare. Se il diritto sacrosanto alla salute che deve essere garantito azzera di fatto tutti gli altri diritti che ci sono in un paese come il nostro».

Di fatto la chiusura delle scuole fino al 3 di dicembre ferma di fatto una didattica in presenza molto utile soprattutto per i bambini più piccoli delle elementari e della prima media che sono poi quelli a cui il Dpcm ultimo del Governo consentiva di poter continuare ad effettuare la didattica in presenza.

«Qualcuno dovrà spiegarci per quale motivo ci possono essere una serie di norme di questo tipo molto diverse tra loro che di fatto creano una situazione caotica e dal nostro punto di vista incomprensibile, è per questo che ci rivolgiamo al Tar per poter avere delle risposte alle nostre perplessità e ai nostri dubbi che questa situazione va a creare» conclude Plati. Nel giro di qualche giorno dovrebbe arrivare anche il pronunciamento del Tar. Sulla scorta di quanto successo in altre regioni che decisioni spesso diverse e non univoche la partita pare aperta.

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