Nunzia Giordano

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POLICORO – È ancora avvolta dal mistero, l’assurda morte di Annunziata Giordano (detta Nunzia), la 54enne di Policoro, vittima di un presunto strano incidente domestico.

Sullo sfondo c’è la complicata relazione, che la donna aveva avviato con un 48enne di origini siciliane, conosciuto nel luglio scorso su una nota chat di incontri, ed oggi indagato con le accuse di “maltrattamenti in famiglia aggravati dall’evento morte” e “circonvenzione di incapace”.

La vicenda è intricata e complessa, anche per gli agenti della Polstato di Policoro, che stanno indagando coordinati dalla pm materana Rosanna De Fraia. Questo perchè la donna, separata da vent’anni e con un figlio di 28, che l’aveva anche resa nonna, non ha mai denunciato di aver subìto maltrattamenti. Di diverso avviso sono i suoi familiari, che a causa di quel “compagno scomodo”, pare si fossero allontanati da lei. Tutto è iniziato intorno al 22 luglio, quando dopo un breve periodo di chat l’uomo è riuscito a combinare un incontro con Nunzia. Lui, che pare vivesse tra Milano e Roma, si è quindi presentato a casa della donna, con l’intenzione concordata di trascorrere un breve periodo di vacanza.

Il soggiorno, però, è diventato subito stabile; tanto che l’uomo, ormai praticamente diventato il compagno di Nunzia, si è trasferito a casa sua in pianta stabile, prendendo persino la residenza a Policoro.

Le complicazioni nel rapporto, sarebbero iniziate da subito, perchè il 48enne sarebbe diventato ossessivo, tanto da costringere Nunzia a cancellarsi da Facebook ed a cambiare il suo “storico” numero di cellulare. La donna, probabilmente invaghita, assecondava ogni desiderio del nuovo compagno, compreso quello di allontanare le sue amicizie più care e persino i familiari.

Infatti, il 10 agosto scorso, è arrivato a casa il figlio della donna, partito da Milano con nipotina di Nunzia, per trascorrere il solito periodo di vacanze dalla madre. Non è stato possibile, perché il compagno di Nunzia avrebbe fatto capire al figlio che non era gradito, tanto da costringerlo a tornare a Milano. Un atteggiamento che l’uomo avrebbe avuto anche con altri parenti e amici. Il fratello di Nunzia, il noto sindacalista dell’Ugl Pino Giordano, è stato costretto a lasciare la palazzina dove abitava con la sorella, a suo dire per i continui rumori, che anche di notte si sentivano.

Sarebbero stati chiamati anche diverse volte i carabinieri, ma la donna smorzava sistematicamente ogni allarme. Il giallo in questa storia inizia il 28 agosto scorso, quando Nunzia si presenta al Pronto soccorso di Policoro, dicendo di essere stata colta da un improvviso malore, dopo una presunta caduta per svenimento, avvenuta però il 22 agosto. I sanitari effettuano una Tac, che evidenzia una leggera emorragia cerebrale, ma la donna, che si trovava lì con il compagno, firma le sue dimissioni dall’ospedale. I sanitari le avevano comunque consigliato vivamente di ripetere il controllo dopo 48-72 ore, per capire se quella piccola emorragia peggiorasse.

Raccomandazione ignorata da Nunzia, che il 15 settembre è collassata. Quindi la corsa all’ospedale San Carlo di Potenza, dove è stata operata d’urgenza per tentare di ridurre quello che, nel frattempo, era diventato un pericolosissimo ematoma. La donna non si è più ripresa: è entrata in coma morendo lo scorso 29 settembre. Sulla salma è stata disposta l’autopsia, effettuata dal professor Alessandro Dell’Erba del Policlinico di Bari. Dall’esito di questa perizia, come ci ha spiegato l’avvocato di famiglia Antonio Rizzo, si potrà capire cosa abbia causato realmente il trauma cranico e l’emorragia, diventata letale perché trascurata dalla donna.

Il compagno, indagato a piede libero, asserisce che sarebbe caduta a seguito di un malore, battendo la testa. Una versione tutta da verificare; ecco perché da oggi, i periti della Scientifica effettueranno una serie di rilievi nell’appartamento di via Stigliani, posto sotto sequestro giudiziario. La morte di Nunzia ha scosso tutta Policoro e merita verità. Le indagini dovranno fare luce, anche se i coni d’ombra sono davvero tanti.

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