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MATERA – Il sindaco di Matera continua a dibattersi per avere una struttura ricettiva in cui ospitare i positivi ma la Regione resta sorda agli inviti che sono sinora giunti. Eppure si tratta di una sorta di vera e propria escalation che De Ruggieri ieri ha definito nei contorni anche con i numeri perchè dei 68 casi di coronavirus in città 43 sono finiti in isolamento domiciliare a casa ma di questi 43 solo 15 sono stati colpiti dal virus all’esterno mentre gli altri 28 sono familiari che hanno preso il virus all’interno della propria casa. L’esempio classico di un’emergenza che sta scoppiando con sempre maggiore evidenza (LEGGI LA NOTIZIA). Gli altri venti sono poi coloro che sono stati ospedalizzati tra cui vi sono purtroppo le due vittime della città. I guariti sono certamente 13 di coloro per i quali era stato adottato l’isolamento domiciliare più altri che hanno passato il periodo di quarantena sotto un più stretto controllo medico all’interno dell’Ospedale Madonna delle Grazie.

SITUAZIONE INACCETTABILE, TRA PASTICCI E RITARDI

In questo contesto e per provare a velocizzare ulteriormente i tempi il sindaco De Ruggieri ha disposto ieri un’ulteriore verifica sulle condizioni dell’offerta economica di una struttura che era stata segnalata e che aveva dato la disponibilità ad ospitare i contagiati dal coronavirus che non necessitano di ricovero ospedaliero.

Il resoconto è stato comunicato alle autorità competenti perché si possa procedere con urgenza all’individuazione di un primo albergo sanitario nella città.

“A Matera, 28 dei 43 contagiati in isolamento domiciliare hanno contratto il virus a casa. Non si può più perdere neanche un solo minuto – spiega il sindaco di Matera -. I nuovi tre casi di contagio, tutti registrati all’interno dello stesso nucleo familiare, certificano la necessità di isolare con urgenza i positivi al Covid-19 dalle abitazioni in cui risiedono con i propri congiunti, per evitare la diffusione del virus e salvaguardare la salute di tutti i cittadini. Ospitare gli affetti da coronavirus in un unico albergo sanitario renderebbe inoltre più agevole anche il lavoro delle squadre anti-Covid dell’Asm che potrebbero così operare in maniera più rapida, senza dover raggiungere le singole abitazioni in cui dimorano i pazienti da monitorare. Il tempo delle riflessioni è finito, occorre agire”.

Su questo tasto il primo cittadino sta battendo ormai da oltre venti giorni e purtroppo i casi che si rincorrono in serie nella città hanno ad oggi un unico grande denominatore comune cioè l’appartenenza delle persone ad un nucleo familiare che ha già al suo interno un positivo. Del resto per quanto ci possano essere misure idonee di attenzione e precauzione vivere a stretto contatto e condividere alcuni ambienti aumenta in maniera esponenziale il rischio del contagio.

L’eccezione, segnalata proprio dal primo cittadino di Matera era stato il caso di una donna che si era rifugiata in una tavernetta isolandosi dal resto della famiglia e evitando dunque che il contagio si propagasse. Sulla questione a dar man forte a De Ruggieri anche il capogruppo del Pd in Consiglio Regionale Roberto Cifarelli: «Il tema dei contagi familiari determinati dai soggetti positivi in quarantena domiciliare è stato fino a questo momento sottovalutato dalla task force regionale ed è per questo che in Basilicata continuiamo quotidianamente a registrare nuovi contagi. Sono d’accordo, pertanto, con quanto comunicato ieri dal Sindaco di Matera circa la necessità di isolare i soggetti trovati positivi al tampone naso-faringeo sia sintomatici che asintomatici in apposite strutture dedicate».

«E’ da più settimane che De Ruggieri pone lo stesso tema e, nonostante abbia anche proposto soluzioni individuando anche le strutture non ospedaliere che avrebbero potuto ospitare questa persone, ad oggi non ha ricevuto risposta» accusa Cifarelli.  «A questi ritardi corrisponderà, ovviamente, anche un ritardo nell’attivazione della cosiddetta “fase 2”, oltre il fatto che mettere in pericolo la salute di altre persone non risponde correttamente a quel diritto alla salute che dovrebbe ispirare l’azione dei soggetti a ciò dedicati».

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