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L’ex Hotel Old West di Ferrandina Scalo

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POTENZA – Altri 13 migranti tunisini in fuga (incluso un minorenne) dalla quarantena nell’ex Hotel Old West di Ferrandina Scalo, dopo il loro connazionale che si era allontanato domenica dicendo di voler raggiungere in Francia la moglie incinta (LEGGI LA NOTIZIA). Più un nuovo contagio accertato d’importazione, questa volta dalla Romania, col ritorno, nei giorni scorsi: di una 28enne che da anni vive a Matera, risultata positiva al covid 19; di sua madre, negativa; e del compagno di quest’ultima, per cui si attende ancora l’esito dei test.

Sono questi i dati più importanti emersi nelle ultime ore sul fronte lucano del contrasto alla pandemia. Tra l’esito dei tamponi processati nei laboratori di microbiologia al servizio del sistema sanitario regionale lucano, e le tensioni crescenti attorno alla struttura sulla Statale Basentana che ormai ospita soltanto 86 dei 100 richiedenti asilo arrivati sabato scorso da Porto Empedocle.

La notizia del nuovo caso materano è arrivata ieri in serata, assieme alla conferma dello slittamento tra oggi e domani delle comunicazioni sui tamponi effettuati ai 24 cittadini di Gorgoglione in isolamento precauzionale da domenica. Dopo la scoperta del contagio di una badante moldava che aveva prestato servizio nella Valle del Sauro per i 19 giorni precedenti, per poi spostarsi a Castronuovo Sant’Andrea. Lì dove i familiari dell’anziana che avrebbe dovuto assistere hanno avuto l’intuizione, rivelatasi provvidenziale, di chiederle di sottoporsi al tampone prima di iniziare a lavorare, e di restare in isolamento fino alla comunicazione dei risultati.

Questa mattina i sanitari dell’ufficio igiene dell’Asm saranno anche a Ferrandina Scalo per effettuare ulteriori tamponi diagnostici agli 86 migranti rimasti, che stando a quanto riferito dal ministero dell’Interno sarebbero già risultati tutti negativi al “tampone tradizionale” effettuato a Porto Empedocle, e non solo al test rapido a cui sono stati sottoposti sulla banchina del porto di Lampedusa. Un doppio controllo resosi necessario dopo il caso degli oltre trenta richiedenti asilo bengalesi risultati negativi al test rapido e inviati in Basilicata a metà giugno, dove invece il tampone ha rivelato il contagio da covid 19.

Il rischio, quindi, è che la scoperta dell’esistenza del virus tra gli ospiti dell’ex Old West possa arrivare dopo che altri ancora tra questi avranno lasciato la struttura. D’altronde, pur essendo presidiata dalle forze dell’ordine e dai responsabili della cooperativa che gestisce il centro di accoglienza al suo interno, non v’è modo di impedire ai suoi ospiti di uscire per fare una passeggiata. Tanto più se si pensa che i posti letto autorizzati sarebbero soltanto 50.

«Tra poco se ne andranno tutti quanti». E’ la previsione del sindaco di Ferrandina, Gennaro Martoccia, che dal primo momento ha segnalato alla prefettura di Matera l’inidoneità di quell’ex hotel per ospitare i richiedenti asilo in arrivo da Porto Empedocle (quasi tutti i di nazionalità tunisina). A maggior ragione per la presenza dello scalo ferroviario attiguo, da cui i migranti possono facilmente allontanarsi.

«Manca proprio il minimo della sicurezza e le ferrovie lì vicino sono un invito ad andare via» ha dichiarato ancora Martoccia al Quotidiano.

Intanto, sul fronte epidemiologico, fanno ancora discutere i dati dell’indagine condotta da ministero della Salute e Istat sull’effettiva circolazione del virus.

Da notare, infatti, c’è la revisione al rialzo del numero dei lucani che sarebbero entrati in contatto col virus. Lo 0,8% del totale della popolazione, pari a 4.500 persone, contro le 4.200 stimate attraverso l’indagine svolta a livello regionale nelle ex zone rosse di Moliterno, Tricarico e Irsina.

Rispetto a un “tasso di sieroprevalenza” medio nazionale del 2,5%, la Basilicata si piazza, quindi, al secondo posto tra le regioni del Sud per dietro alla Puglia (0,9%) e davanti a Campania (0,7%), Molise (0,7%), Calabria (0,6%), Sardegna (0,3%), e Sicilia (0,3%). Anche se per numero di casi totali resta la regione meno colpita dal covid 19 d’Italia.

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