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L'ospedale "Madonna delle Grazie" di Matera

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MATERA – «Un fermo macchina di 24 ore c’è stato per la mancanza di reagenti ma oggi sono stati tutti quanti processati». Così il dirigente del dipartimento sanità della Regione Ernesto Esposito ha spiegato il problema che ha portato a dei ritardi nell’esame di alcuni tamponi a cittadini della provincia di Matera che hanno atteso per 6 giorno dall’effettuazione del tampone alla comunicazione dell’esito sulla piattaforma regionale.

Un percorso troppo lungo rispetto al normale che era stato spiegato ieri dal “Quotidiano”.

Nella mattinata di ieri abbiamo rintracciato telefonicamente anche il direttore generale dell’Asm Annese che piuttosto seccato e in maniera molto poco cortese ha risposto: «ci mancavano dei beni di consumo e abbiamo dovuto aspettare ma adesso il problema è risolto. Può capitare anche questo, è tutto a posto, tutto a posto».

Le parole di Annese oltre a denotare una reazione evidentemente stizzita inspiegabile lasciano nascere qualche elemento di riflessione e una qualche sorpresa.
C’era da aspettarsi infatti che di fronte ad un disservizio occorso oltre a spiegarne i motivi visto che ancora ieri c’erano cittadini in attesa dopo 6 giorni dell’esito del tampone (che oggi equivale quasi ad una sentenza vissuta con la normale apprensione), mostrasse anche il dovuto rammarico per un disservizio evidente. Non ci sarebbe stato nulla di strano a dolersi per questi ritardi pur spiegandone le motivazioni.

La reazione stizzita del direttore generale dall’Asm fa nascere invece il dubbio che il problema non sia il disservizio creato ai cittadini di cui probabilmente poco importa ma il fatto che di questo disservizio si stia parlando e se ne stia dando notizia in questo momento.

Tornando alla questione tamponi dalla mattinata di ieri sono arrivati alla spicciolata i risultati ai pazienti in attesa dal giorno 9.

A molti certamente non sappiamo se a tutti. Anche se il direttore del dipartimento sanità Esposito: «i tamponi sono stati tutti quanti processati». Sulla comunicazione del risultato rimane invece un minimo di punto interrogativo che si aggiunge ad una serie di discrasie che vengono segnalate in questi ultimi giorni rispetto all’esito dei tamponi stessi e che risultano anche normali nell’ambito di una macchina complessiva che deve comunque immagazzinare un numero di dati molto alto e che dunque ha i suoi passaggi a vuoto.

Di certo però ad esempio sulle comunicazioni delle negativizzazioni e le conseguenze di revoca dell’isolamento domiciliare in primis ma poi anche di ritorno al lavoro per il cittadino messo in isolamento sussistono ancora dei ritardi che vengono segnalati dai cittadini e che vengono confermati anche dai medici di famiglia che spesso si trovano a dover gestire anche questo particolare tipo di situazioni. C’è infine da ricordare come dato statistico che a cavallo dell’8 di dicembre il numero complessivo di tamponi che sono stati processati in Basilicata è risultato molto basso e la stessa task force regionale lo ha spiegato con gli screening in corso con i cosiddetti tamponi rapidi antigenici. Malgrado questo rallentamento però il “fermo macchina” per mancanza di reagenti del 9 di dicembre non si è riuscito ad evitare.

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