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L'andamento delle spese legali dell'Asm

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MATERA – Dai 36mila euro per incarichi legali “esterni” del 2019, ai quasi 190mila euro del 2020, dei quali circa 130mila euro solo negli ultimi 2 mesi.

Sono questi i termini del “boom” di consulenze all’Azienda sanitaria di Matera provocato dalla convalescenza – causa covid – dell’avvocato aziendale.

L’incremento esponenziale degli incarichi legali, sia per numero che per valore, è arrivato dopo tre anni consecutivi di tagli.

Dagli oltre 500mila euro del 2016, infatti, l’esborso complessivo per la gestione del contenzioso aziendale da parte dei professionisti del libero foro era sceso a 137mila euro nel 2017. Quindi ancora a 83mila nel 2018, e a 36mila nel 2019. Un crollo vertiginoso in concomitanza con le verifiche avviate dalla Guardia di finanza, proprio nel 2017, sui rapporti tra uno dei legali più spesso risultati tra i destinatari di quegli incarichi e l’allora direttore generale dell’Asm, Piero Quinto. Rapporti poi finiti tra le contestazioni dell’inchiesta su corruttele e concorsi truccati, anche se, a febbraio di quest’anno, il gup di Matera, Angelo Onorati, ha già pronunciato una sentenza di assoluzione a riguardo. Mentre ha rinviato a giudizio, per tutto il resto, 22 persone tra cui l’ex governatore Marcello Pittella.

Nei primi 10 mesi del 2019, anteriormente alla convalescenza dovuta al contagio da covid 19 del legale aziendale, erano stati soltanto 5 gli incarichi legali affidati all’esterno. In due casi perché trattandosi di difese in processi penali erano stati i dipendenti-imputati ad avvalersi del diritto di scegliere il proprio legale e rivalersi sull’azienda in caso di assoluzione o proscioglimento. Nei restanti tre casi, invece, era stato l’avvocato aziendale a manifestare la propria indisponibilità ad assumere l’incarico per la specifica causa in questione perlopiù per ragioni di incompatibilità.

A ottobre, con un tempismo a dir poco provvidenziale, l’Asm aveva anche approvato il suo nuovo “Regolamento per il conferimento e la gestione degli incarichi legali”, confermando il carattere fiduciario del «conferimento della procura alle liti al difensore».

Secondo il regolamento, quindi, spetta i vertici aziendali decidere a chi affidare l’incarico con l’unico limite dell’obbligo di individuarlo tra i 382 legali che hanno preventivamente dato la loro disponibilità ad incarichi di questo tipo e a luglio sono stati inseriti nell’apposito elenco.

Nei giorni scorsi, l’aver sollevato il tema è già valso al Quotidiano del Sud l’annuncio di non meglio precisate iniziative giudiziarie avverse da parte di Vincenzo Santochirico, avvocato ed ex consigliere regionale del Pd, che è anche destinatario di uno degli incarichi in questione (del valore di circa 16mila euro). A suo avviso, infatti, la scelta compiuta dall’Asm andrebbe slegata dal ruolo politico, passato e presente, rivestito.

Oltre a lui, tra i destinatari degli ultimi 12 incarichi Asm, c’è anche l’unico altro ex consigliere regionale – avvocato, inserito nell’elenco dei 382, il policorese Antonio Di Sanza (sempre ex Pd), con 2 mandati da 14mila euro complessivi.

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