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MATERA – È l’ultima trovata del sistema sanitario nel Materano: costringere gli utenti a giocare a rimpiattino, con le date delle prenotazioni. Un fenomeno decisamente odioso, che il Quotidiano aveva già denunciato nei mesi scorsi, raccontando il caso di un malato cronico di diabete di Grassano, che si è visto sfumare la visita di controllo pochi giorni prima della data fissata, dopo un anno e mezzo di attesa per l’emergenza pandemica.
Oggi, invece, a fronte di liste d’attesa con picchi di quasi due anni su esami di rilevanza vitale, molti utenti ci riferiscono di questo “giochetto”, certamente inconsapevole ma ugualmente esecrabile, che sta facendo il Centro unico di prenotazione, per le visite nelle strutture ospedaliere ed ambulatoriali del Materano. In pratica, se un cittadino vuole prenotare una visita, ad esempio cardiologica, e chiede al Cup la prima data utile, una volta acquisita ad esempio per il prossimo 15 ottobre (ma siamo molto ottimisti), non gli è consentito “bloccarla” da subito, con una prenotazione.


Questo perché, c’è la regola (ecco il rimpiattino), che si può prenotare una visita solo dieci giorni prima della data disponibile. Quindi, seguendo l’esempio, per il 15 ottobre, ci si dovrebbe recare al Cup il 5. Tutto accettabile, si direbbe, se non fosse che quando il cittadino si reca al Cup il 5 ottobre, spessissimo (se non sempre), succede che l’operatore gli dice che quella data del 15 ottobre non è più disponibile, indicandogli un’altro giorno. Ricomincia la trafila di attendere i dieci giorni prima della seconda data, sperando che nel frattempo, com’è accaduto, non salti anche quella.
Sembra un modo furbo e drammaticamente efficace, per non far percepire il blocco delle liste d’attesa, dovuto alla carenza di personale. La stessa carenza che probabilmente ha fatto fermare il servizio radiologico delle Tac presso l’ospedale “Giovanni Paolo II” di Policoro, dove secondo diverse segnalazioni ricevute dal Quotidiano, l’esame non sarebbe possibile per il pensionamento del personale addetto, che non sarebbe ancora stato sostituito, pur conoscendo con largo anticipo la data della quiescenza degli operatori uscenti. Questo comporta che i pazienti che dovessero avere bisogno di una Tac, devono fare riferimento all’ospedale di Matera, l’unico presidio dove si fa questo esame. C’è da chiedersi cosa avviene in caso di urgenze: si trasferisce il paziente vittima di un incidente a Matera? Ci auguriamo davvero che non sia così; o che comunque ci si attrezzi presto per ripristinare questo esame diagnostico importante. Che dire del diabetologo e dell’endocrinologo, che a Policoro non ci sono ed il servizio è garantito “a scavalco” dai medici in servizio al distrettuale di Tinchi? Un altro problema serio, che provoca disagi sia a Policoro che a Tinchi.


L’ultimo paradosso in termini di tempo, viene dall’ospedale distrettuale di Stigliano, dove la Regione avrebbe annunciato di inviare un modulo, per aumentare i posti a disposizione della Lungodegenza, reparto nevralgico per l’ospedale montano. Peccato, però, che dal 1 settembre il reparto di Lungodegenza di Stigliano è chiuso per la mancanza di un dirigente medico, dopo che quello distaccato un anno fa da Lagonegro, ha chiesto ed ottenuto dall’Asp il rientro in sede. Che dire, infine, dell’unico operatore del 118, che l’ospedale di Stigliano ha dovuto cedere a turno a quello di Tinchi, rimasto scoperto. Così un’area di Montagna difficilmente raggiungibile, si vede ridotta la disponibilità del soccorso. Pura follia.

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