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MATERA – Se l’ex Giunta Adduce, con i dirigenti Montemurro e Gravina, ha incassato l’archiviazione del procedimento penale sul caso dei fondi in più alla ditta appaltatrice del servizio di raccolta rifiuti, il “Consorzio nazionale servizi” (LEGGI LA NOTIZIA), il danno erariale invece c’è stato, secondo la sentenza di condanna della Corte dei conti, che risale all’ottobre scorso. Un danno determinato “dalle antigiuridiche e quantomeno gravemente colpose condotte di ex amministratori e dirigenti”.

Queste le conclusioni a cui è giunto Giulio Stolfi, pm del procedimento contabile sul pasticcio legato al subentro, per ricorso, del “Consorzio nazionale servizi” alla “Aimeri”, nella gestione del servizio di raccolta rifiuti urbani. Un danno inizialmente quantificato in 1,7 milioni, poi ridotto in sede di sentenza a 1,4, ripartito per un terzo (190.826mila euro) all’ex sindaco Adduce, un terzo (190.826mila euro) all’assessore all’Ambiente Rocco Rivelli; un altro terzo agli assessori Sergio Cappella e Giuseppe Tragni (63.608 a testa); il 40% del danno al dirigente del settore Igiene urbana Giuseppe Montemurro per 572.488 euro, e 286.240 per Franco Gravina, presidente della Commissione appaltatrice e Rup. Assolti i tecnici della commissione.

Un procedimento che ha innescato lo scaricabarile tra l’organo politico e quello tecnico, con il cerino acceso rimasto in mano a tutti “gli attori”. Infatti, secondo la difesa dell’organo politico, “l’adozione della delibera di Giunta 459/2013 non ha recato alcun danno al Comune, in quanto si è limitata a una “presa d’atto” della relazione istruttoria svolta dal competente dirigente (Montemurro), e comunque le somme poi corrisposte all’appaltatore sono il corrispettivo di prestazioni effettivamente rese in favore dell’ente”.

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