Un impianto per la produzione di biometano da rifiuti urbani

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MATERA – Mentre ci si affanna a contrastare il progetto della società “F Rinnovabili”, per la realizzazione di un impianto di produzione di biometano nella zona industriale di La Martella, a due passi dalla discarica, c’è l’istruttoria avanzata di un altro opificio simile, che ha già avuto molti via libera, in quanto decisamente ridimensionato nei volumi di materiale da trattare. Infatti, è già arrivato a compimento, l’iter autorizzativo della “Tecnomec Engineering Srl”, che a poche decine di metri dalla discarica dismessa nel popoloso borgo materano, prevede la realizzazione di un impianto per la produzione di biometano mediante trattamento anaerobico di Forsu, quindi tecnicamente identico all’altro, per 19.600 tonnellate l’anno e 3.400 t/a di materiale vegetale.

Un “taglio” di lavorazione molto più ridimensionato rispetto a F Rinnovabili, quindi decisamente fattibile e sostenibile, almeno secondo i tecnici che l’hanno già valutato. L’Autorizzazione unica ambientale (Aua), fu concessa il 4 novembre del 2015 dall’ufficio Ambiente della Provincia di Matera, a fronte di una conferenza dei servizi dove il Comune di Matera, manco a dirlo, risultò a ancora assente e non ha mai espresso un parere, proprio come per F Rinnovabili. Il 7 gennaio 2020, quindi poco più di un mese fa, l’ufficio regionale preposto ha notificato il parere favorevole alla fase di screening per la valutazione di incidenza e di non assoggetabilità alla procedura di Via (Valutazione di incidenza ambientale).

La procedura attua la Direttiva europea 92/43/Cee sulle aree protette ed è necessaria perchè il sito interessato rientra nel buffer di 5 chilometri dal perimetro della Zsc- Zps codice IT9220135 “Gravine di Matera”. Per quantità di rifiuti trattati, l’impianto progettato è anche compatibile con il Prgr, perchè rispetta il principio di prossimità; cosa che non avverrebbe per F Rinnovabili, con il suo potenziale da 80mila tonnellate l’anno solo di Forsu, quasi pari al quantitativo prodotto in tutta la Basilicata, che si attesta su 100mila tonnellate. Quello della Tecnomec Engineering è un impianto molto insidioso sul piano della fattibilità, perchè viene accolto positivamente in quanto produce energia elettrica e/o termica da fonti energetiche rinnovabili, ma l’area industriale di La Martella presenta oggettive situazioni che devono portare a far rivedere l’Aua, perchè non c’è differenziazione dei fattori di localizzazione.

Siamo, infatti, a poche decine di metri della discarica. Le indagini ed i monitoraggi sulle matrici suolo/sottosuolo e acque sotterranee hanno portato, poi, a determinare l’area con accertato superamento delle Csc (Coefficiente soglia di contaminazione), tanto è che il 13 settembre 16 il sindaco di Matera emise ordinanza, con la quale si prescriveva il divieto di emungimento delle acque sotterranee dei pozzi ubicati nei pressi della piattaforma di trattamento dei rifiuti in c.da La Martella. Il divieto è tuttora in essere e si estende nella fascia di suoli larga 2 km, misurata a partire dal perimetro della piattaforma. Le motivazioni per cui è stata emessa quella ordinanza sono tutte da ricercare nella nota datata 3 marzo 2016, con la quale il Dipartimento di Prevenzione Collettiva della Salute Umana dell’Asm chiedeva l’adozione di specifica ordinanza contingibile ed urgente di divieto di emungimento di acqua dai pozzi presenti nella zona.

Il sindaco emise l’ordinanza con 6 mesi di ritardo. Il 14 novembre 2017 venne approvato il Piano di caratterizzazione e l’analisi di rischio con prescrizioni molto stringenti circa il monitoraggio e che sono state richiamate integralmente nell’Aia. Ciò ha determinato che nella stesura del Piano di ispezione ambientale della Regione, relativo alle installazioni soggette ad Aia, la piattaforma di trattamento dei rifiuti è finita al settimo posto su 53 impianti, ben prima di Italcementi che è finito al nono posto. La classe di rischio per la piattaforma è stata valutata “Alta” e con un indice rischio pari a 6,94, la frequenza delle ispezioni previste è ovviamente annuale. Gli impianti con classe di rischio alto sono in tutto 9 rispetto ai 53 considerati. Quindi, La Martella ha già dato troppo sul piano ambientale ed anche progetti come quello di Tecnomec Engineering andrebbero fermati.

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