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MATERA – Manca il poliuretano espanso, i blocchi da sagomare si riducono sempre di più e manca anche il truciolato e i pannelli in legno con cui lavorano i falegnami. Risultato gli ordini delle aziende materane del mobile imbottito rimangono inevasi o si rallentano in maniera grave e arrivano o rischiano di arrivare nel giro di qualche settimana le prime disdette. Una sorta di vero e proprio paradosso visto che il settore è uno dei pochi che è riuscito ad uscire indenne se non proprio ad accelerare anche nel tempo della crisi economica causata dalla pandemia.

«Gli ordini non ci mancano» spiega Giuseppe Casalino, dell’azienda Rossini, «ma senza le materie prime rischiamo di ritrovarci con numerose disdette. Prima abbiamo visto che il poliuterano epsnso da sagomare è arrivato in misura sempre minore, tra l’altro si tratta di produzioni che arrivano da aziende extraeuropee e ce ne sono un paio che hanno il controllo dell’intero settore. Senza blocchi da sagomare il lavoro si rallenta sempre di più e rischia di fermarsi. Noi abbiamo gli ordini, siamo riusciti a pareggiare nel 2020 il fatturato del 2019 pur avendo lavorato quasi tre mesi in meno a causa del lockdown.

Oggi potremmo avere» continua Giuseppe Casalino, «ordini per andare avanti fino a maggio ma ci manca il poliuretano e ultimamente abbiamo avvertito anche i problemi con il legno che hanno messo in difficoltà i nostri falegnami». Un problema quello denunciato che è comune di fatto alle aziende del settore dell’intera area murgiana che dunque si trovano con gli ordini ma senza le materie prime per poterli soddisfare a pieno rispettando non solo le consegne ma anche i tempi che sono stati indicati.

Un problema che tra l’altro appare anche di difficile soluzione perchè si muove nell’ambito di una complicata congiuntura internazionale sulla produzione di alcuni prodotti che risulta difficile da poter risolvere in maniera sollecita così come sarebbe invece necessario.
A lanciare ieri l’allarme sulla questione è stata la Confapi di Matera che ha sollevato le difficoltà del settore.

“Abbiamo tanti ordini da evadere fino a maggio ma non potremo farlo a causa della mancanza delle materie prime” hanno ribadito dall’associazione delle piccole imprese riportando il grido d’allarme delle imprese del distretto del mobile imbottito del Materano, preoccupate dalla carenza dei polimeri e del legno; un problema internazionale che rischia di mettere in ginocchio un settore che in provincia di Matera vive un periodo estremamente positivo.

Confapi Matera ha segnalato alla Confederazione nazionale e alle Categorie Unionchimica e Unital la situazione di estrema gravità in cui versa il comparto del mobile imbottito del distretto materano a causa dalla carenza di materie prime. In particolare, la scarsità riguarda soprattutto i polimeri e il TDI che, prodotti da pochissime aziende nel mondo, dallo scorso mese di settembre stanno scarseggiando sui mercati, impedendo alle imprese trasformatrici di produrre il poliuretano espanso, cioè l’imbottitura per i divani.

Inoltre, a quella dei polimeri di recente si è aggiunta la mancanza del legno, materia prima per produrre i fusti per i salotti. Nello specifico, la pandemia sta limitando notevolmente la produzione dei pannelli che avviene per lo più in Brasile.

Questa situazione, che ovviamente riguarda l’intero Paese – ha dichiarato il presidente di Confapi Matera, Massimo De Salvo -, sta creando notevoli difficoltà a tutte le imprese lucane del distretto del mobile imbottito, che oggi stanno attraversando un periodo positivo grazie a una crescita imponente degli ordini internazionali.

L’indisponibilità delle materie prime, infatti – polimeri e legno – impedisce ai produttori di salotti di evadere le commesse nei tempi contrattuali, mettendo a rischio anche il futuro di alcune migliaia di lavoratori.

Se non saranno posti rimedi urgenti a questa situazione, entro poche settimane molte di queste aziende potrebbero chiudere per l’impossibilità di lavorare, pur avendo tanti ordini. Un paradosso che è doveroso evitare» ha concluso De Salvo.
A spiegare più nel dettaglio le difficoltà delle falegnamerie Luca Colacicco che racconta: «i prodotti che ci servono in particolare non si trovano in Italia dove quei pannelli vengono prodotti da alcune aziende ma dopo essere già stati lavorati e non nella condizione “grezza” in cui occorrono a noi. Quei prodotti dovrebbero arrivare dal Brasile ma ci sono ritardi nei tempi e nei carichi dei container sulle navi che rendono la situazione difficilmente gestibile. Così non possiamo rispondere agli ordini che ci arrivano dalle aziende perchè non abbiamo materie prime a sufficienza per poterlo fare».

La globalità della pandemia produce anche questo cioè una serie di ritardi globali nelle produzioni e nelle lavorazioni che rischiano di bloccare le aziende a tutti i livelli. Anche quelle che invece sono riuscite paradossalente a trarre ossigeno e a fare preziosi passi in avanti malgrado proprio la pandemia come è il caso dell’intero settore del mobile imbottito in chiara controtendenza in un 2020 da incubo.

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