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Leo Montemurro guida la Cna

Tempo di lettura 3 Minuti

MATERA – «Non credo che tante imprese chiuderanno a fine anno. Non mi aspetto dati allarmanti siamo abituati a resistere. Penso che bisognerà programmare bene il futuro perchè settori come turismo ma anche edilizia, salotti possano tornare a correre e alcuni progetti rimasti in sospeso possano realizzarsi». Leo Montemurro segretario della Cna analizza il momento delle imprese, artigiane in prima battuta alla fine di un 2020 certamente molto complicato a causa dell’emergenza pandemica ancora in atto.

Come stanno oggi le imprese materane e lucane in questa crisi?
«Sono abituate a fronteggiare le avversità anche se fino ad ora soprattutto quelle finanziarie come nel 2009 o nel 2013. Oggi questa situazione non ha precedenti ma non mi aspetto difficoltà tali da vedere imprese chiudere i battenti. Sono fiducioso, non ci sono previsioni di dati allarmanti perchè stiamo stringendo la cinghia e indubbiamente alcune delle misure che sono arrivate hanno dato sollievo».

Cosa servirà però quando in primavera (come si auspica) la situazione comincerà pian piano a stabilizzarsi?
«Bisognerà creare clima di cauto ottimismo e riuscire a programmare il futuro. Sono convinto che quando la situazione si normalizzerà il turismo tornerà a tirare, del resto è già successo quest’anno. Sono convinto che un settore come l’edilizia che conta su tantissime aziende potrà beneficiare della norma del 110% per cento di ecobonus per rilanciarsi e che settori come il mobile imbottito possano continuare a sfruttare congiunture favorevole. Oggi addirittura sono in una condizione che non si viveva da tempo con ordine che non si riescono a soddisfare adeguatamente».

In questo contesto Matera cosa dovrà fare per riuscire a riprendere la marcia sospesa?
«Completare una serie di progetti rimasti in sospeso, penso per esempio alla possibilità per gli artigiani di poter lavorare nei Sassi dove ci sono 130 immobili demaniali da mettere sul mercato. Servirà far partire il quartiere degli artiere, capire cosa fare di quegli immobili inizialmente destinati ad alloggi popolari. Ci sono progetti come quello della fabbrica del Carro che attendono ancora di avere risposte adeguate. Non si sono trovati 500.000 euro per poterla completare, mi auguro che se arriveranno risorse alla Regione o ai Comuni questa sia una delle incompiute a cui dare priorità e su cui intervenire. C’è ancora una buona notizia dell’avvio del bando pubblico per l’area del mercato ortofrutticolo delle botteghe ma lì c’era un progetto che aveva presentato per riqualificarla e renderla vivibile H24. C’è la necessità di dare una soluzione all’area della Barilla. Sono tanti i progetti a cui dare priorità».

Per i giovani servono nuove occasioni di lavoro. Ci sono?
«Io vedo un aumento della dispersione scolastica e magari tornare ad imparare un mestiere nelle botteghe artigiane visto anche che c’è bisogno di tanti professionisti, penso ai falegnami, che non si trovano più è un’occasione per poter tornare a puntare sulle scuole artigiane e ricreare figure professionali che servono e mancano».

Matera deve svolgere un ruolo di riferimento del turismo?
«Matera ha oggi un brand che le permette di essere conosciuta a livello nazionale e internazionale. Una risorsa che va sfruttata al massimo, poi il resto sta alla politica ed agli operatori ma non valutare questi dati non fa bene nè alla Basilicata nè a Matera. La città si è conquistata un ruolo sul campo, ha lo status di città d’arte, ha fatto uno sforzo in termini di qualità e su questo serve una riflessione e una pianificazione».

Programmare e pianificare il 2021 è fondamentale?
«No io credo bisogna pianificare il prossimo triennio in modo da dotare la città di strumenti turistici».

Il sindaco ha tenuto per sè la delega al turismo è un bene?
«Per il momento vedo questa come un’opportunità importante, è probabile che poi più avanti debba delegare ad altri questo tipo di lavoro».

Non c’è solo il turismo, di cosa hanno bisogno le aree produttive?
«Che si costruiscano condizioni favorevoli. Al Paip 2 ci sono lotti vuoti da riassegnare ad esempio. C’è la nave abbandonata del centro di formazione da recuperare avendo magari la capacità visionaria di recuperare risorse e mettere quello spazio al servizio delle imprese».

Il cinema e le fiction hanno visto Matera in primo piano nei mesi passati, questo slancio sembra frenato è vero?
«Lo scorso anno la Puglia ha avuto 15 produzioni, è normale però che serve che il cinema e le produzioni cinematografiche siano una scelta strategica chiara su cui fare investimenti più importanti delle cifre assegnate oggi alla film commission e poi ci vogliono scelte che affrontano i problemi ed escano dallo stallo che si è creato nei mesi passati».

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